AIDS e HIV 1/2 - Farmamente

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AIDS e HIV 1/2

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AIDS e HIV: parte 1/2

In  questa parte 1 introduttiva, più tecnica ma necessaria, parlerò di COSA  è il virus HIV, di COME si replica e in QUANTO tempo si sviluppa la  malattia.
Riserverò alla parte 2 la trattazione dei METODI DI  CONTAGIO e PREVENZIONE, degli aspetti SOCIALI e PERSONALI (non  dimentichiamoli mai!) e delle terapie FARMACOLOGICHE disponibili.

"HIV" E "AIDS"

HIV è l'acronimo di "Human Immunodeficiency Virus", ovvero il nome del virus che  provoca l’AIDS  o  Sindrome da ImmunoDeficienza Acquisita (A.I.D.S. è in inglese: Acquired Immune Deficiency Syndrome ).

L'  AIDS è pertanto la manifestazione clinica conseguente all'infezione da  virus HIV che ne rappresenta l'agente patogeno causale.

Si parla di "Sindrome" perché l' AIDS si presenta come un insieme di patologie  conseguenti ad un' unica  causa, ovvero all’immunodeficenza prodotta  dal  virus HIV. Il termine "acquisita" si riferisce al fatto che tale  immunodeficenza si contrae per contagio di un agente virale esterno.


CICLO REPLICATIVO DEL VIRUS HIV

Le varianti del virus sono due, HIV-1 e HIV-2, molto simili tra loro nel meccanismo replicativo ma significativamente diverse nel potere infettivo.

HIV-1  è il ceppo più diffuso e contagioso ed è responsabile di una sindrome  clinicamente più severa e rapida del secondo ceppo. L’HIV-2 invece conduce ad AIDS molto più lentamente rispetto al primo ceppo.
 
Senza scendere troppo in dettagli si può dire che il virus dell' HIV (1 e 2) è un "retrovirus"  , ovvero appartiene a quella famiglia di agenti virali che trasportano  le proprie informazioni genetiche al loro interno sotto forma di RNA.

L'  RNA è, per così dire, una "variante semplificata" del DNA che  rappresenta la versione più complessa di informazione genetica presente  nelle cellule degli organismi evoluti come l'essere umano.

L'RNA e il DNA contengono il progetto costruttivo  dell'intero organismo. La differenza principale tra i due tipi di  molecole è che mentre nell' RNA tale "progetto" è scritto lungo un  filamento singolo, come fosse il nastro di una pellicola  cinematografica, nel DNA il filamento è doppio (bella e brutta copia)  e  offre maggiori garanzie nel recupero di eventuali informazioni perse o  in caso di errori di lettura.
L' RNA e il DNA inoltre, tramite l'intervento di specifiche proteine enzimatiche, possono essere copiati e convertiti reversibilmente tra loro come fossero l'uno la matrice dell'altro.

Il virus HIV attacca e si annida principalmente nelle CELLULE T (LINFOCITI) del sistema immunitario presenti nei linfonodi.  La distruzione di queste cellule provoca, com'è immaginabile, una  drastica riduzione delle difese immunitarie, ovvero l'immunodeficienza  tipica dell' AIDS.
Ecco in sintesi come si replica il virus HIV:



Il processo di integrazione del materiale  genetico virale in quello umano (punti 3. 4. 5.)  è schematizzato in  dettaglio nell'immagine seguente:



Il virus espulso dalla cellula T è ancora "immaturo" e non in grado di trasmettere l'infezione finchè l'enzima " Proteasi" non interviene a riassemblare le proteine virali.

Sottolineo  la funzione degli enzimi TRASCRITTASI, INTEGRASI e PROTEASI nel ciclo  vitale del virus perchè sono i bersagli dei farmaci anti-HIV che vedremo più avanti.

L'infezione da HIV si sviluppa in tre fasi temporali distinte:

FASE 1 (INFEZIONE PRIMARIA) punti 1,2,3,4 della prima immagine:  il virus si lega e penetra nelle cellule T replicandosi velocemente.  L'RNA virale (in giallo) viene convertito in DNA virale (in rosso) e  questo si integra fisicamente nel DNA umano della cellula T ospite.  Questa fase, molto virulenta, dura 3-6 SETTIMANE

FASE 2 (QUIESCENZA ASINTOMATICA) punto 5: le difese immunitarie dell'organismo umano, non ancora compromesse, reagiscono all'infezione debellando il virus libero circolante nel sangue, ma non quello ormai penetrato nelle cellule bersaglio T, che diventano delle vere e proprie "riserve di stoccaggio"  del virus in modalità silente. Questa fase è caratterizzata da livelli  di replicazione virale bassi ma presenti, in grado comunque di alterare nel tempo l'efficienza funzionale dell'apparato immunitario linfatico. In apparenza l'organismo conserva un grado di immunità pressochè normale. La FASE 2 asintomatica può durare anche 8 ANNI.
E' questa la fase in cui il soggetto viene definito "SIEROPOSITIVO" ed è un malato a tutti gli effetti sebbene non mostri alcun sintomo dell'infezione. Il sieropositivo NON E' UN PORTATORE SANO.

FASE 3 (IMMUNODEFICIENZA CONCLAMATA: AIDS) punti 6,7,8,9:
durante il periodo di quiescenza, sostanzialmente asintomatico, si sono create le condizioni per la manifestazione conclamata della sindrome AIDS. Nel tempo infatti i linfociti T infetti sono aumentati e ora iniziano a morire in massa:  alcuni muoiono diffondendo tutti i virus in essi contenuti, altri non  maturano per effetto di sostanze prodotte dal virus. Il sistema di  difesa dell'organismo è ormai abbattuto e ogni agente infettivo esterno può facilmente attaccalo con successo. Questa fase dura 2-3 ANNI e porta alla morte del soggetto.


LE ORIGINI E UN PO' DI STORIA

Attualmente si pensa che il virus HIV umano sia esistito già da tempo in piccole comunità tribali africane e che derivi per mutazione da quello dei primati, detto SIV, o dei felini detto FIV.
In Africa il virus avrebbe compiuto il salto di specie dagli animali all'uomo e successivamente, con l'urbanizzazione e gli scambi sessuali, si sarebbe diffuso in centri urbani sempre più popolosi.

Nel 1983 il virologo francese Luc Montagnier  e i suoi collaboratori dell’Instituto Pasteur di Parigi isolano quello  che sembrava essere un nuovo retrovirus umano al quale viene dato il  nome iniziale di LAV (poi convertito in HIV).

La diffusione iniziale nel mondo occidentale si ebbe negli U.S.A. dal 1980 in poi. Le prime città colpite furono S. Francisco, Los Angeles e New York  dove furono registrati i primi decessi causati da polmoniti e malattie  opportunistiche conseguenti a forte deficit del sistema immunitario.

La sequenza di immagini successiva descrive la velocità di diffusione dell'epidemia:

In Italia il primo caso di HIV accertato risale al 1982 in Lazio.

Al 1985 risale la messa a punto di test ematici in grado di individuare l'infezione e nel 1986 la comunità scientifica internazionale adotta il nome di "HIV" per l'agente virale responsabile dell' AIDS.

E' il 1987 quando viene immesso in commercio il primo farmaco anti-HIV: la AZIDOVUDINA (AZT) che blocca la "Trascrittasi Inversa" virale, citata in precedenza nell'immagine del ciclo replicativo HIV.

Nel periodo 1990-95 vengono scoperti e impiegati nuovi tipi di farmaci che inibiscono la "Proteasi" (anche questa già citata come sopra) come il SAQUINAVIR.
Negli stessi anni i protocolli farmacologici iniziano ad adottare associazioni dei diversi tipi di farmaci per migliorare il successo terapeutico.  

TEST DI RICERCA NEL SANGUE

Il virus dell’HIV, dopo il contagio, scatena una risposta immunitaria sviluppando anticorpi anti-HIV  rilevabili nel sangue (la FASE 1 anzidetta). Tuttavia prima che questi  raggiungano una concentrazione ematica sufficiente per essere  individuati sono necessarie almeno 6-8 settimane dal contagio (PERIODO FINESTRA).



Fine PARTE 1/2 (scusate se vi è sembrata  troppo "tecnica" ma era doveroso innanzitutto sapere CHI è il virus di  cui si sta parlando prima di procedere).

Grazie.

Stefano 26/07/2018.





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