AIDS e HIV 2/2 - Farmamente

Vai ai contenuti

AIDS e HIV 2/2

Articoli Personali > AIDS e HIV
AIDS e HIV: parte 2/2

MODALITA' e PROBABILITA' DI CONTAGIO

L' HIV è presente in tutti  i tessuti e liquidi biologici di un soggetto sieropositivo. Tuttavia la  semplice presenza del virus non è sufficiente perchè basti il semplice  contatto con essi per essere contagiati. In tal senso risulta decisiva  la CARICA VIRALE in essi presente, ovvero la concentrazione di virus che contengono.

Senza il contatto con un'adeguata quantità di virus la trasmissione da soggetto malato a sano non avviene.



Da sottolineare che il semplice BACIO,  anche con scambio di saliva, NON è sufficiente a trasmettere la  malattia, a meno che non vi siano lesioni orali sanguinanti. Stessa cosa  si può dire in presenza di colpi di TOSSE o STARNUTI.

Piercing e tatuaggi, se realizzati con strumenti non sterili, hanno la capacità di infettare il soggetto che li subisce.

Nell'ambito della trasmissione sessuale occorre dire che avere un singolo rapporto con un soggetto sieropositivo non assicura al 100% il contagio.

Non solo: la trasmissione è più facile da uomo a donna che non viceversa:



SINTOMI DELL'INFEZIONE DA HIV

Se  ci si infetta a seguito di un rapporto sessuale non protetto, o per  qualunque altra causa riportata in precedenza, i primi sintomi che si  avvertono assomigliano molto a quelli dell' INFLUENZA con:



Questi sintomi durano 3-10 giorni e al loro termine si rimane particolarmente contagiosi per 3-6 settimane.  Questo periodo è la FASE 1 della malattia, come riportato nella parte 1/2 di questo articolo.

Quindi, senza creare allarmismi: UN'INFLUENZA DOPO UN RAPPORTO NON PROTETTO CON UNA PERSONA CHE NON CONOSCETE BENE NON VA SOTTOVALUTATA.  Probabilmente è una semplice influenza ma, se compare anche un'eruzione  cutanea sospetta, la situazione va monitorata e soprattutto EVITATE RAPPORTI NON PROTETTI CON ALTRE PERSONE successimente.

Passato il periodo iniziale del contagio, dopo alcune settimane, si entra nel periodo asintomatico (FASE 2) che dura anche 8-10  anni. Tutto sembra tornare alla normalità quando invece, a causa di un  sistema immunitario ormai al collasso, cominciano a manifestarsi gravi  patologie opportunistiche, ovvero patologie che un sitema immunitario  efficiente riuscirebbe tranquillamente a debellare. Tra queste le più  comuni sono:




LA DIMENSIONE SOCIALE DELL' HIV

Il 1° dicembre  di ogni anno è la giornata dedicata all' HIV. Istituire una data  ufficiale per mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica verso  l' AIDS dice molto sul carattere subdolo di questo virus.

I tempi lunghi dell'infezione, la modalità simil-influenzale con cui si manifesta e la presenza di farmaci efficaci predispongono verso un generale disinteresse degli organi di informazione e ciò favorisce la diffusione sottotraccia del contagio.
Al  risveglio di ansie, paure e pregiudizi dei primi anni di diffusione  dell'HIV, quelli in cui erano ancora assenti adeguate terapie  farmacologiche, ora è subentrato un generale disinteresse verso questa  malattia.

Attualmente in Italia il numero di NUOVE infezioni non è  più in crescita e si attesta a circa 3500 NUOVI casi all'anno, che però  vanno ad aggiungersi ai soggetti già contagiati negli anni precedenti. Considerando la riduzione dei decessi a seguito dell'assunzione dei farmaci si comprende come IL NUMERO DELLE PERSONE SIEROPOSITIVE IN CIRCOLAZIONE SIA IN RAPIDO AUMENTO.
Molte di queste non sono nemmeno consapevoli di esserlo  perchè si trovano nella fase completamente asintomatica della malattia e  non adottano alcuna precauzione nei rapporti sessuali, sia coniugali  che extra. La maggior parte dei malati vengono a conoscenza dell'infezione solo quando si manifesta la sindrome AIDS in maniera conclamata, ovvero dopo anni di "libertà" sessuale e di diffusione inconsapevole del contagio.

Dal seguente grafico, fonte Istituto Superiore Sanità italiano, di vede come in Italia, a fronte di un azzeramento dei decessi e di una stabilizzazione delle nuove infezioni, il numero dei soggetti con AIDS viventi e circolanti sia in costante aumento ( i dati si fermano al 2011 ma la tendenza vale tutt'ora)



Dal successiovo diagramma, invece, di vede  come all'interno della popolazione dei sieropositivi nel tempo si è  registrata un' inversione della modalità di infezione: mentre nei primi anni di comparsa dell' HIV si contraeva il virus principalmente con lo scambio di SIRINGHE INFETTE, ora la maggiore fonte di diffusione del contagio deriva dai rapporti OMOSESSUALIe, soprattutto, da quelli ETEROSESSUALI NON PROTETTI




TERAPIE FARMACOLOGICHE

Non  volendo scendere in dettagli su questo argomento, essendo i farmaci per  l'HIV di uso specialistico per la loro delicatezza e tossicità,  spiegherò sommariamente le tipologie esistenti e il loro meccanismo  d'azione.
E' bene chiarire che ad oggi l' AIDS non è curabile ma i farmaci bloccano o rallentano di molto la progressione della malattia.

FARMACI ANTIVIRALI: Ripropongo di lo schema della replicazione virale



I farmaci per l'HIV agiscono intervenendo  nella rigenerazione virale a vari livelli del ciclo replicativo: alcuni   INIBISCONO LA TRASCRITTASI INVERSA (punto 4) bloccando la conversione dell' RNA virale in DNA virale (es: Sustiva®, Stocrin® ecc.. ), altri la PROTEASI (punto 8-9) impedendo la maturazione del virus ( es: Norvir® ecc..), altri ancora ostacolano l'aggancio della particella di HIV sulla  superficie della cellula T (punto 1) (es: Fuzeon® ecc.. ) o  l'integrazione del DNA virale in quello umano tramite il blocco dell' INTEGRASI (punto 5) (es: Tivicay® ecc.. ).
Molti di questi farmaci vengono usati in combinazione tra loro così da ottenere più blocchi sequenziali del ciclo vitale del virus. Questa strategia aiuta a debellare le forme resistenti del HIV. Il virus infatti, mutando molto velocemente, genera facilmente ceppi farmaco-resistenti a partire da quello principale sensibile.

Alla  terapia antivirale, che è la principale, si affiancano trattamenti di  supporto che mirano a bilanciare i sintomi tipici del decorso clinico  dell' AIDS. Questi vanno dal controllo dietetico e dalla somministrazione di steroidi anabolizzanti per controbilanciare il dimagrimento tipico della sindrome AIDS, alla reidratazione che previene i frequenti fenomeni diarroici, alla prescrizione di antibiotici ed oppiacei utili,  i primi, per combattere le infezioni batteriche opportunistiche e, i  secondi,  per placare il dolore dato da patologie tumorali secondarie.
Non ultima per importanza il malato di AIDS va supportato anche con adeguata terapia  psicologica condotta da personale esperto.


E IL VACCINO ?

Possibile  che tutt'ora, nel 2018, non esista ancora una vaccino per l' HIV?  Quanti di voi, me compreso, se lo sono chiesto. No. Non esiste ancora e  il perchè è presto detto.
Il virus HIV è altamente mutageno,  ciò vuol dire che genera facilmente varianti che sfuggono facilmente  alla copertura vaccinale, inoltre nella fase asintomatica, mantenendosi quiescente per anni all'interno delle cellule T ospiti, risulta inattaccabile dagli anticorpi del vaccino.
Tuttavia,  è notizia recente, sembra che la ricerca abbia messo a punto un vaccino  più promettente di altri e che sia iniziata la sperimentazione clinica  sull'uomo. Stavolta dovremmo essere vicini al successo. [ per chi voglia  approfondire legga questo articolo o questo ].


PREVENZIONE

Evitare ogni contatto col sangue di persone di cui non si conosce la storia clinica e personale. Soprattutto usare sempre il:



l'efficacia del profilattico nel prevenire il  contagio è prossima al 100% se usato correttamente, tuttavia la  sicurezza che infonde rende più disinvolti facendo aumentare l’abitudine  a comportamenti sessuali meno accorti.
La percentuale di efficacia  si abbassa all’87% se il preservativo è utilizzato in modo “tipico”,  cioè non nelle condizioni migliori (condom danneggiati, indossati non da  subito, venuti a contatto con liquidi o superfici abrasive ecc.).

Qui chiudo, non prima però di fare a tutti una raccomandazione: fate l'amore ma fatelo con intelligenza



Grazie per la lettura.

Stefano 31/07/2018

















Torna ai contenuti