Cancro e Immunità 1 - Farmamente

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Cancro e Immunità 1

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1: CANCRO E IMMUNITA' (Aspetti generali)


Affronto questo articolo con un senso di vertigine, cosciente della vastità dell'argomento e della difficoltà di rendere comprensibili concetti che in realtà non lo sono.
Lungi da me l'idea di considerarmi un esperto in materia, l'intento ultimo di questo lavoro, e dei prossimi che seguiranno, sarà quello di affrontare in modo generale la relazione che lega il cancro col nostro Sistema Immunitario.

Nell'inconsapevolezza generale stiamo vivendo anni che, un giorno non troppo lontano, faranno la storia della medicina. Pochi sanno infatti che le speranze di alcuni medici e ricercatori, considerati "visionari" dalla stessa comunità scientifica solo qualche anno fa, si stanno concretizzando attraverso i sorprendenti successi ottenuti con l' IMMUNOTERAPIA.

Per farvi capire di cosa si parla lascio la parola al professor Michele Maio direttore del Centro di Immuno-oncologia al Policlinico S. Maria alle Scotte di Siena, un'eccellenza mondiale, ma tutta italiana, in questo campo (cliccare sul breve video):
CENNI STORICI

L'idea che possa esistere una relazione tra Sistema Immunitario e neoplasie  non è nuova. Tutt'altro. Risale addirittura alla fine dell' '800 quando la questione fu teorizzata da uno dei padri dell’immunologia moderna, Paul Ehrlich, e dimostrata clinicamente da un altro pioniere, l’americano William Bradley Coley, che nel 1898, iniettando in pazienti malati di tumore una sorta di miscela ottenuta con frammenti di batteri, aveva scatenato una forte risposta immunitaria in grado di ridurre le masse tumorali.
Si, avete letto bene, il primo successo clinico contro la patologia tumorale risale ben al 1898.
Vi chiederete come mai allora la medicina abbia impiegato un secolo prima di giungere ad elaborare terapie farmacologiche effecaci. La ragione è che le cellule neoplastiche in realtà non sono troppo diverse da quelle sane, se non fosse per la loro vocazione incongrua all'immortalità.

Piero Angela, prego, al lei la parola (cliccare sul video):
Trovare farmaci che sappiano distinguere i due casi e uccidere solo gli elementi malati è stato il vero rebus da sciogliere. Ora con l' IMMUNOTERAPIA sono stati fatti passi da gigante sotto questo aspetto.

CONCETTI GENERALI

Per contestualizzare correttamente l'ambito in cui ci muoviamo si rende necessario inquadrare il tema "cancro" nei suoi aspetti generali.

Possiamo immaginare il Sistema Immunitario come un organo ubiquitario, ovvero non localizzato ma diffuso in ogni distretto corporeo. Esso è presente infatti in vari organi e in diverse parti del corpo come milza, timo, linfonodi, tonsille, appendice e tessuti linfatici:



Il Sistema Immunitario (S.I.) è il custode della nostra salute, ci protegge da agenti infettivi esterni ma è in grado di sorvegliare anche su ogni forma di modificazione non fisiologica a cui può incorrere ogni singola cellula delle 100.000 miliardi che compongono il nostro corpo (stima riferita a un maschio adulto giovane di media altezza e peso intorno ai 70 chili).
Se si considera inoltre che le cellule non sono tutte uguali ma si diversificano in oltre 200 tipi diversi (neuroni, cute, intestino, globuli rossi....), si comprende bene il livello di efficienza estrema che deve possedere il S.I. per avere sempre la sitazione sotto controllo in ogni istante.
Sappiate che ogni giorno e in ogni momento, anche in questo mentre state leggendo, nel vostro organismo si generano cellule malate che vengono puntualmente rilevate e uccise dal vostro ottimo S.I., tuttavia è comprensibile che, nell'arco di una vita, qualcosa possa sfuggire. E lì nasce il problema.

Lo stato di salute non è altro che una condizione di equilibrio derivante da un S.I. nè esageratamente attivo nè troppo poco efficiente: nel primo caso si andrebbe incontro a malattie autoimmuni (artrite reumatoide, lupus, diabete tipo 1 ecc...), nel secondo saremmo esposti a ogni forma di infezione virale e batterica oltre a sviluppare neoplasie in maniera incontrollata:


LA CELLULA

Scendendo nella scala dimensionale e focalizzando la nostra attenzione a livello di una qualsiasi cellula del nostro corpo, ci si accorge che il concetto di equilibrio (detto anche "omeostasi" in termini medici) si ripropone ancora.

Immaginiamo per un momento di seguire nel tempo il ciclo vitale della nostra piccola cellula. Anche lei, come l'intero organismo più in grande, nasce, cresce, si riproduce ( per divisione cellulare detta MITOSI) e muore (morte cellulare detta APOPTOSI). I modi e i tempi delle varie fasi sono determinate rigorosamente a livello genetico nel suo DNA, un pò come in un orologio ogni evento è scandito dagli ingranaggi al suo interno:



esistono infatti porzioni di DNA (dette geni) che se attivati determinano la crescita e la divisione cellulare (MITOSI), altri che, al contrario, ne regolano la morte programmata (APOPTOSI) in caso di danno al DNA stesso. Questi geni, con funzioni opposte, interagiscono tra loro in un delicato equilibrio di pesi e contrappesi spostato ora verso la rigenerazione (via 1 nell'immagine successiva) e ora verso la morte cellulare (via 2) in funzione delle condizioni ambientali in cui si trova la cellula.


Tutti noi sappiamo bene che la caratteristica comune di ogni forma tumorale è la tendenza verso una proliferazione cellulare incontrollata ed è intuitivo affermare che tale inclinazione sia la conseguenza di una rottura dell'equilibrio appena esposto a favore della via 1 (moltiplicazione mitotica) e a sfavore della 2 (apoptosi).

Un esito di questo tipo può essere determinato da diverse condizioni:

  • iperattività dei geni che agevolano la proliferazione cellulare, per questo detti ONCOGENI

  • disattivazione dei geni che spingono la cellula al suicidio e che, in condizioni normali, contrasterebbero la proliferazione. Per questo detti ANTI-ONCOGENI

Pensate alla cellula come ad un'auto la cui velocità (moltiplicazione) deve essere tenuta sotto controllo da un sistema di freni e acceleratori in piena efficienza. Se si rompesse il freno o il pedale dell'acceleratore rimanesse schiacciato sarebbe impossibile non andare a sbattere:



Continueremo l'argomento sul prossimo articolo. Vedremo come e perchè la cellula vada fuori controllo fino a diventare tumorale.

Spero sia stato di vostro interesse.

Stefano 03/02/2019

Video tratti dalla trasmissione "Il mio medico" trasmessa sul canale TV 2000 e da "Superquark", condotta da Piero Angela, trasmessa su RAI1


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