Cancro e Immunità 2 - Farmamente

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Cancro e Immunità 2

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2- IL DANNO CELLULARE: LA MUTAZIONE DEL DNA

Proseguendo nel percorso iniziato con l'articolo precedente " CANCRO E IMMUNITA' " (cliccare su questo link per leggere) andiamo a vedere nel concreto come e perchè una qualunque cellula del nostro organismo può trasformarsi da sana a tumorale.

Per comprendere adeguatamente i concetti che seguiranno è assolutamente necessario fare un breve accenno al ruolo che il DNA e le PROTEINE rivestono nella cellula.

Si può immaginare il DNA contenuto nel nucleo cellulare come un "nastro" lungo il quale è scritta l'informazione genetica. Questa è suddivisa in porzioni dette GENI ognuno dei quali, come fosse il capitolo di un libro, contiene un "progetto" per l'assemblaggio di una specifica PROTEINA.
In definitiva il DNA e i geni in esso contenuti possono essere considerati alla stregua di un "libretto di istruzioni" per l'allestimento di PROTEINE. Quest'ultime sono i veri "ingranaggi" che materialmente svolgono il lavoro all'interno della cellula regolandone la biochimica e le funzioni vitali. Come dire: il DNA è la mente e le proteine il braccio.


Quando il DNA subisce un danno si attivano meccanismi di riparazione che, tuttavia, a volte risultano inefficaci. Se il danno NON viene riparato si genera una MUTAZIONE, un errore nell'informazione genetica che si ripercuote nella sintesi di una proteina "sbagliata", poco o per nulla funzionante:

La proteina "errata", frutto della mutazione del DNA, non riesce più a svolgere il compito biochimico assegantole e la cellula ne paga le conseguenze.

Il danno al DNA può essere causato dall'intervento sia di agenti esterni alla cellula (es: radiazioni solari UV, sostanze chimiche ambientali o alimentari.....) che interni ad essa (es: radicali liberi prodotti dal metabolismo, errori nella replicazione cellulare ....)



La domanda a questo punto è: basta una singola mutazione per trasformare una cellula da sana a tumorale?

Nella maggior parte dei casi no,ma in alcuni casi può bastare.

Da cosa dipende? Da quanto è importante il compito svolto dalla proteina nel metabolismo della cellula in condizioni di normalità.

Mi spiego meglio aiutandomi con una similitudine.

Immaginate che un sasso colpisca la vostra auto in corsa; se la pietra rompesse il parabrezza voi continuereste a poter guidare anche se con qualche difficoltà, se invece forasse un pneumatico probabilmente sbandereste uscendo subito di strada. Allo stesso modo una mutazione singola ha il potere di rendere immediatamente cancerosa o meno una cellula sana.

Se la mutazione causasse l'inattività di una proteina poco importante per il metabolismo cellulare probabilmente la cellula resisterebbe, sarebbe un pò meno "sana" ma comunque non manifestamente tumorale, se invece colpisse proprio un gene chiave che favorisce la replicazione cellulare (ONCOGENE) o uno che la inibisce (ANTIONCOGENE) il delicato equilibrio [riproduzione/morte] dell'unità biologica andrebbe immediatamente fuori controllo con le conseguenze che voi tutti potete immaginare.

Il percorso che trasforma una cellula da sana a neoplastica può realizzarsi, pertanto,  in modo progressivo attraverso MUTAZIONI MULTIPLE che si sovrappongono nel tempo o immediato a seguito di una MUTAZIONE SINGOLA (detta "puntiforme") quando questa colpisce un punto critico del DNA:


Nel caso delle mutazioni multiple la massa tumorale è composta da un tessuto non uniforme costituito da cellule con diverso grado di malignità, frutto del susseguirsi e stratificarsi nel tempo di errori genetici conseguenti a mutazioni successive, nel caso della singola mutazione puntiforme le cellule, essendo diventate subito tumorali, non hanno avuto tempo di differenziarsi e sono tutte uguali, quasi dei cloni di se stesse.



Nel caso A solo alcune cellule tumorali acquisiranno capacità metastatiche e potranno migrare in altri distretti corporei, in particolare solo quelle che subiranno una mutazione specifica in grado di renderle capaci di staccarsi dalla massa tumorale primaria e gettarsi nel circolo sanguigno. Nel caso B le cellule tumorali avranno tutte lo stesso grado di malignità e capacità mestastatica.

Prendiamo per esempio il caso del tumore al polmone.

Quando è causato dall'uso di sigaretta la neoplasia rientra nel caso A in quanto si genera a seguito di mutazioni multiple indotte dal fumo su tutte le cellule dell'organo indistintamente. Il tumore polmonare del NON fumatore invece spesso (non sempre) ha le caratteristiche del caso B perchè generato da una mutazione puntiforme particolarmente sfavorevole.
 

Nel prossimo articolo vedremo come le cellule tumorali vengono riconosciute dal Sistema Immunitario, cosa è un anticorpo e come funziona a grandi linee la difesa immunitaria.

Capisco che sono argomenti non facili per i "non addetti ai lavori" ma capirli vi porterà a conoscere e a rispettare meglio la magnifica macchina che è il vostro organismo.

Amate voi stessi perchè siete unici.

Grazie per la lettura.

Stefano 10/02/2019



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