Cancro e Immunità 3 - Farmamente

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Cancro e Immunità 3

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CANCRO E IMMUNITA' articolo 3

Continua il nostro percorso verso la comprensione del rapporto tra patologia tumorale e Sistema Immunitario. Dopo aver affrontato il tema nei suoi caratteri generali negli articoli 1 ( ecco il LINK ) e 2 ( ecco il LINK ) andiamo più nel dettaglio.

Il Sistema Immunitario (S.I.), come tutti sappiamo, ha il compito di difenderci dalle aggressioni di agenti patogeni esterni come virus, funghi e batteri. Per poterlo fare esso deve saper distinguere ciò che è PROPRIO dell'organismo (in inglese "self")  da ciò che NON LO E' (in inglese " non self") al fine di poter reagire selettivamente verso gli elementi estranei potenzialmente pericolosi.
Le cellule neoplastiche, a seguito delle mutazioni subite, presentano "differenze" rispetto alle sane, differenze rilevabili dal sistema di sorvegliaza immunitario che, infatti, le riconosce come "non self" alla stregua di un comune agente infettivo esterno, e le attacca.
In altre parole il S.I. , nelle prime fasi dello sviluppo tumorale, riconosce le cellule cancerose aggredendole, ma non sempre riesce ad ucciderle tutte. Vediamo perchè.

IL "PROPRIO" (SELF) E IL "DIVERSO" (NON SELF)

In cosa differiscono le cellule tumorali dalle sane?

Nell' articolo precedente abbiamo visto come la trasformazione di una cellula da sana a tumorale avvenga a causa delle mutazioni subite dal suo DNA. Abbiamo anche detto che il danno a carico dell'informazione genetica si riflette nella sintesi di proteine errate:


Ebbene, è proprio la presenza di proteine "errate" interne alla cellula tumorale che rende quest'ultima "diversa" agli occhi del S.I. Vediamo come questo avviene.

Ogni cellula del nostro organismo espone sulla sua superficie dei "marcatori" (ANTIGENI) che, quasi  fossero dei "biglietti da visita", servono a segnalare l' identità della cellula stessa al S.I.
Quando una cellula diventa tumorale i marcatori presenti sulla sua superficie sono differenti da quelli di una cellula sana in ragione delle mutazioni subite dal proprio DNA:





il S.I., non riconoscendo come "normali" gli ANTIGENI MUTATI sulla superficie cellulare, vede la cellula cancerosa come "DIVERSA" e la attacca.

LO SVILUPPO TUMORALE

La cellula che ha subito la mutazione può diventare subito tumorale o meno a seconda della criticità del danno subito. Se la mutazione interessa un gene secondario la cellula non perde subito il controllo e trasmette l'errore genetico alle figlie (non è ancora tumorale ma è "sulla strada" per diventarlo), mentre se il danno colpisce da subito un tratto di DNA essenziale (oncogene o antioncogene) si trasforma fin da subito in cancerosa. In ogni caso la cellula genitrice trasmette l'errore (chiamiamolo MUTAZIONE 1) alle cellule figlie. Di queste ultime solo alcune, non tutte, possono subire nel tempo ulteriori mutazioni (MUTAZIONE 2) che genereranno nuovi antigeni mutati sulla superficie cellulare. Semplificando si  può dire che ogni mutazione genera un nuovo antigene che va a sommarsi ai precedenti.



Questo meccanismo di sovrapposizione degli errori genetici in successione temporale è il fenomeno che rende diverse tra loro le cellule costituenti la massa tumorale. Alcune presenteranno una sola mutazione (antigene 1), altre due (antigene 1+2), altre tre e così via:



Mutazioni diverse hanno un differente grado di "visibilità" agli occhi del Sistema Immunitario: alcune  rendono le cellule neoplastiche manifestamente tumorali , altre sono più subdole e vengono rilevate con maggiore difficoltà dal sistema di sorveglianza immunitario. La conseguenza è che nelle prime fasi di sviluppo di un tumore alcune cellule cancerose sono subito riconosciute ed eliminate, mentre altre sopravvivono all'aggressione. In una seconda fase si crea un equilibrio tra l'azione delle difese immunitarie e la crescita tumorale che non retrocede ne avanza fintanto che non emergono varianti di cellule neoplastiche con mutazioni in grado di eludere le difese imminutarie. A questo punto la neoplasia è in grado di svilupparsi indisturbata.
Nell'immagine seguente i Linfociti T del Sistema Immunitario (in rosso) attaccano una massa tumorale:


Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio quali strategie adotta il Sistema Immunitario per aggredire il tessuto tumorale.

Grazie per la lettura.

Stefano. 03/03/2019









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