Chimica dell'amore 1/3 - Farmamente

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Chimica dell'amore 1/3

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I puristi dei sentimenti si scandalizzeranno leggendo questo articolo. Lo so, lo immagino, sebbene non sia certamente mia intenzione creare scompiglio nelle convizioni del lettore.
Comprendo tuttavia che per qualcuno possa essere azzardato accostare l'amore, un moto dell'anima etereo e impalpabile, a quanto di più materiale e concreto possa esistere, ovvero alla biochimica.

Se da un lato sono anch'io certo che questa profonda emozione interiore non possa essere "solo" chimica, altresì non si può negare che non sia "anche" da lei condizionato.

Per spiegare come molecole e reazioni ormonali possano influenzare il nostro comportamento affettivo immaginiamoci in un luogo affollato con accanto una persona sconosciuta.


A quanti di voi sarà capitato? Siete ad una festa, ad una riunione di lavoro, in un luogo affollato o semplicemente... in un bar. Tanta gente intorno a voi, tante persone alcune belle e altre meno, alcune strane e altre insignificanti; d'improvviso la vostra attenzione si posa inspiegabilmente su quella ragazza poco lontana (ovviamente io parlo da uomo, ogni lettore declinerà il testo secondo le proprie caratteristiche di genere). Non l'avete mai vista prima, chi sarà? E' esteticamente gradevole certo, ma non più di altre, tuttavia non sapete spiegare il perchè ma qualcosa di lei vi attrae.
Nel caso dell'immagine riprodotta la particolare bellezza dei due attori (Brad Pitt e Claire Forlani) è già garanzia di successo, ma con uno sforzo di immaginazione proviamo a calare la situazione in un contesto più ordinario.

Noi umani tendiamo a considerarci estranei al mondo animale, quasi fossimo extraterrestri, ma non lo siamo affatto, tutt'altro. Ognuno di noi emana un'aura di odori, una nuvola invisibile e potentissima di molecole: i FEROMONI.

Questi sono sostanze prodotte dal nostro corpo, specialmente dalle ghiandole sebacee e sudorifere distribuite sull’intera superficie cutanea, soprattutto intorno ai capezzoli, sui genitali, sotto le ascelle e sul cuoio capelluto. Le loro secrezioni dipendono dallo sviluppo sessuale che avviene dall’età della pubertà in poi e sono responsabili degli odori “adulti” che si modificano sotto l’effetto di emozioni, di stress o di eccitazione sessuale.

In generale esistono 3 tipi di feromoni:

  1. Feromoni che vengono avvertiti come una sorta di "firma olfattiva". Sono quelli che permettono ad una mamma di riconoscere dopo solo poche ore l’odore del suo  bambino.
  2. Feromoni "emozionali" che rispecchiano lo stato emotivo del soggetto. La paura, la rabbia, la serenità interiore hanno un loro odore, sono emozioni interiori che non rimangono confinate solo in noi, ma vengono avvertite inconsapevolmente anche da chi ci è vicino o accanto.  
  3. Feromoni "sessuali" che trasmettono l'interesse e l'attrazione che un individuo prova verso un suo simile.

Volendo porre particolare attenzione sui FEROMONI SESSUALI, si può dire che essi agiscono anche a metri di distanza e sono diversissimi da un individuo ad un altro; la loro composizione costituisce una vera e propria carta d’identità olfattiva, unica come lo sono le impronte digitali. Tale "unicità" è legata al nostro stesso patrimonio genetico. Vediamo perchè.

Se prendiamo in esame due cellule di due individui diversi, sulla loro superficie sono presenti delle strutture, dette MHC (acronimo inglese di "Complesso Maggiore di Istocompatibilità"), che come "antenne" segnalatrici espongono le caratteristiche genetiche della cellula a cui appartengono:

come si può intuire dalla figura il "segnalatore" MHC riporta un frammento proteico ( ) la cui composizione e struttura dipendono direttamente dall'informazione contenuta nel DNA d'origine.
In tal senso l'MHC esprime le caratteristiche genetiche dell'individuo a cui appartiene la cellula.
Nell'epitelio nasale di ognuno di noi sono presenti dei recettori olfattivi sensibili al complesso MHC presente negli "odori" (o FEROMONI) emessi dalla persona che ci è vicina, e se tale complesso esprime un grado di diversità genetica importante rispetto al nostro patrimonio personale si innesca l'interesse e l'attrazione.

Un’attrazione è tanto più forte quanto più i due sistemi MHC sono diversi. La loro diversità predice infatti il massimo successo  riproduttivo, cioè la maggiore fertilità con piccoli massimamente vitali, e tende a evitare la procreazione tra individui geneticamente  simili. E' questo d'altronde il motivo che spiega l'assenza di interesse sessuale tra fratelli o parenti stretti.

I feromoni secreti dagli esseri umani contengono tracce di MHC e i sensori olfattivi dell'individuo ricevente captano l'informazione genetica in esso contenuta, trasmettendola al cervello, che la converte in atteggiamenti comportamentali percepibili dal potenziale partner sessuale come "disponibilità" o "respingimento":
Nell'approccio iniziale, quindi, ha un peso rilevante il fattore chimico, fattore che ha peraltro poco a che vedere con la capacità di essere genitori, come ben sanno tutti  coloro che concepiscono sull’onda di una travolgente attrazione di pelle  e di odore, salvo poi lasciarsi per “incompatibilità di carattere”.

L'azione dei feromoni è evidente negli animali, ma anche nell'uomo queste molecole mostrano di avere un loro effetto: per esempio, annusare un estratto di  feromoni maschili può far anticipare o ritardare l’ovulazione femminile di circa  il 20%, inoltre le donne si sentono più "calme" e tra amiche che si frequentano assiduamente o colleghe di ufficio il ciclo tende a sincronizzarsi su quello della femmina biologicamente leader.

Le donne hanno una migliore capacità di discriminare odori e profumi rispetto agli uomini, fino a mille volte superiore. Questa sensibilità olfattiva è massima, non a caso, in fase ovulatoria, quando per la donna riconoscere il partner olfattivamente "giusto" è più importante che per il maschio.
In parallelo gli uomini  trovano fortemente attraenti l’odore e il gusto delle secrezioni  femminili prima e durante l’ovulazione.


Claus Wedekind, un biologo dell’Università di Berna specializzato nella selezione sessuale, studia come uomini e donne reagiscono agli odori emanati dalle persone dell’altro sesso e il rapporto che questi odori hanno con la genetica.
Wedekind testò la sua ipotesi sulla selezione sessuale umana nel 1995. L' esperimento prevedeva che 49 studentesse valutassero in  termini di preferenze l’odore di sei magliette sudate indossate da  studenti maschi. «Le femmine preferivano maschi con un MHC diverso dal  proprio», spiega Wedekind, concludendo che l’evoluzione ci ha permesso  di preferire partner con un differente patrimonio genetico e di evitare  di finire a letto con persone con cui potremmo essere imparentati. Le ricerche dello studioso sono state esportate in tutto il mondo e raccolte in 34 studi scientifici. Eccone alcuni tratti da www.researchgate.net.


Certo che si. Un bel "visino", un profilo "alla greca" o un nasino "alla francese" hanno il loro peso. Sarebbe stupido negarlo.
L'aspetto esteriore, o "fenotipo", non è forse espressione anch'esso del nostro profilo genetico sempre "rappresentato" nel nostro personale MHC? Ovviamente si.
Nel 2008 alcuni ricercatori della Charles University di Praga hanno rilevato che, contrariamente a quanto avviene per gli odori, i  volontari tendevano a preferire volti di persone con MHC simile al  loro.


Odori (in termini di differenza di MHC) e fisionomia (in termini di somiglianza di MHC) concorrono entrambi, in un gioco di equilibrio, a determinare il livello di gradimento sessuale verso l'ipotetico partner, il tutto al fine di massimizzare il grado di compatibilità genetica.
In altre parole, tutto è biologicamente predisposto per favorire l’attrazione reciproca quando è  massima la probabilità di concepimento (che poi sia il caso di farlo, è  altra questione).


La mancanza della componente olfattiva dell’attrazione spiega anche perché la grande maggioranza degli incontri avvenuti via Internet naufraghi subito o nel giro di poche settimane. Nel corteggiamento virtuale infatti è massima la componente immaginativa, di  fantasia e di illusione, ma è zero quella olfattiva.
Finché non ci si  incontra il senso di estraneità di pelle può essere fatale.




No. Siate sereni . Non esiste un'unica "anima gemella genetica" per ciascuno: c’è invece un numero consistente di individui il cui DNA è compatibile al 100% con il tuo (il che è sicuramente una buona notizia).

Non bisogna dimenticare che anche esperienze personali, livello d'istruzione e contesto sociale sono fattori determinanti nella buona riuscita o meno di una relazione.

Stefano 22/04/2019
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