Chimica dell'amore 2/3 - Farmamente

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Chimica dell'amore 2/3

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L' Amore è indubbiamente l'esperienza umana più bella. Si perde il contatto con la realtà, si rompono le routine quotidiane e il tempo scorre con ritmi diversi dall'ordinario. Anche l'umore subisce forti oscillazioni passando dall'euforia alla depressione più nera, il cuore accelera il suo battito e le emozioni prendono il sopravvento sulla ragione.

Non a caso si ricorre all'espressione "essere pazzi d'amore" per descrivere lo stato d'animo complessivo della persona innamorata.
La domanda a cui mi appresto a rispondere in questo articolo è: cosa succede nel nostro corpo quando ci innamoriamo? Quali meccanismi fisiologici producono le modificazioni fisiche ed emotive appena descritte?

Com'è facile intuire tutto origina nel nostro cervello perchè, mi dispiace darvi questa notizia, il cuore c'entra poco con l'amore nonostante le faccine di whatsapp vogliano convincerci del contrario.

Questo articolo è propedeutico al prossimo lavoro (e ultimo! promesso!) dove scenderò più nei dettagli della chimica dell'amore.
Per ora affronterò l'argomento su scala generale partendo da alcune nozioni di base sul funzionamento dei neuroni e del cervello. E' impossibile infatti parlare di chimica dell'amore senza conoscere nulla del mondo in cui ci si muove: il cervello umano, una macchina biologica meravigliosa.

COME "PARLANO" TRA LORO I NEURONI E COS'E' UN NEUROTRASMETTITORE

I neuroni sono le cellule del tessuto cerebrale (e fin qui ...!). I loro corpi cellulari si diramano in tutte le direzioni, entrano in collegamento con i neuroni vicini creando una fitta rete di connessioni neurali in grado di trasportare le informazioni ai vari centri nervosi.
In corrispondenza dei punti di collegamento tra neuroni contigui il passaggio dell'impulso (o "informazione") è affidato a particolari strutture, somiglianti a bottoni, dette "SINAPSI":

Le sinapsi sono il luogo dove l'impulso elettrico, che ha appena attraversato il corpo del neurone, viene convertito in chimico. E' qui che interviene il "neurotrasmettitore", ovvero un mediatore chimico rilasciato nello spazio sinaptico dal neurone che precede e captato dalla superficie del neurone che segue. In tal modo le cellule nervose dialogano tra loro (l'animazione a sinistra è tratta da Superquark di Rai1):
Il cervello umano puo essere suddiviso in aree funzionali in relazione al genere di compito svolto, come si vede da questa immagine molto semplificata:

Aree encefaliche diverse, come gli strumenti di un'orchestra, collaborano tra loro nello svolgimento delle funzioni cognitive complesse, nell'elaborazione degli input visivi, olfattivi, tattili, nel controllo coordinato del movimento ecc. ognuna per il ruolo fisiologico che l'evoluzione le ha assegnato.

La tecnica della Risonanza Magnetica Funzionale (RMF) è in grado di mettere in risalto le aree cerebrali che si attivano nell'encefalo durante lo svolgimento di un compito come può essere la visione di un'immagine.
In uno studio cinese della University of Science and Technology of China, pubblicato sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience, i ricercatori hanno scattato immagini del cervello di 100 volontari nel momento in cui venivano posti davanti alla fotografia di persone amate, ex innamorati o persone sconosciute. Il risultato è stato evidente: la visione del partner attuale mostrava l'attivazione di molte aree cerebrali in più rispetto alla foto dell'ex compagno/a o di uno sconosciuto. Da sottolineare che in questi ultimi due casi, ex amante e sconosciuto, davano risultati simili in termini emotivi (tristemente aggiungo!):

La stessa tecnica di indagine spiega il famoso detto secondo cui "l'amore è cieco". Se infatti si osservano le mappe di attivazione neuronale prodotte dal sentimento amoroso in un adulto (amore romantico) e in una mamma che coccola il suo bambino (amore materno) si nota la totale inattività dei lobi frontali del cervello, aree queste deputate all'autocontrollo e al giudizio critico:

Da queste immagini si capisce perchè quando ci innamoriamo ci mostriamo meno critici rispetto alla persona amata, la nostra capacità di giudizio si attenua e perdiamo obiettività. Questo stato non viene mantenuto per sempre, si evidenzia solo nelle prime fasi dell’innamoramento e della passione, quelle fasi che alcuni chiamano simpaticamente "follia dell’amore".

Come potete osservare dall’immagine precedente un'analoga sospensione della capacità critica viene evidenziata anche nell’amore materno: le madri tendono a essere meno critiche con i  propri figli che con i bambini di altri (e da qui il famoso adagio: "ogni scarrafone è bello a mamma sua").

Le aree in rosso sono le regioni cerebrali coinvolte nella generazione dell'emozione; in quel preciso istante milioni di neuroni stanno freneticamente interagendo tra loro mediante il rilascio di neurotrasmettitori chimici. Nomino queste molecole al plurale perchè, va detto, di neurotrasmettitori in natura ne esistono tantissimi; essi differiscono tra loro per caratteristiche biochimiche e funzionali oltre ad essere impiegati da neuroni localizzati prevalentemente in determinate aree cerebrali piuttosto che in altre.
Sebbene il cervello possa essere assimilato ad una rete neurale intricatissima ( è composto da 100 miliardi di neuroni, ognuna delle quali sviluppa in media 10 mila connessioni con le cellule vicine), è possibile individuare in esso delle "aree di competenza", ovvero delle zone encefaliche dove un determinato neurotrasmettitore agisce più che altrove.   
Nelle immagini successive si vede come le fibre nervose che producono il neurotrasmettitore "DOPAMINA" nascano in una precisa area cerebrale primaria e da lì si irradino ad altre zone encefaliche; è l'innesco di questa area primaria a provocare la liberazione di dopamina nelle aree secondarie la cui attivazione, a sua volta, induce gli effetti che noi imputiamo, in modo inesatto, alla dopamina in quanto tale:

Similmente esistono vie neurali che usano altri neurotrasmettitori per mediare effetti riconducibili al sentimento amoroso (es: ansia, tachicardia, insonnia, sudorazione, inappetenza....). Di seguito alcuni sintomi dipendenti da SEROTONINA e NORADRENALINA:

Nel prossimo e ultimo articolo sulla chimica dell'amore vedremo in dettaglio gli effetti prodotti dai mediatori chimici più importanti e come essi incidono nell'arco temporale di una storia d'amore. Chiudo con un'immagine che a me è sembrata molto carina ed eloquente nello spiegare il collegamento esistente tra chimica, amore e stati emotivi.

Grazie per la lettura.

Stefano 02/05/2019
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