Chimica dell'amore 3/3 - Farmamente

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Chimica dell'amore 3/3

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Nei due precedenti articoli sul tema "Chimica dell'Amore" abbiamo affrontato gli aspetti generali che stanno alla base dell'attrazione fisica (leggi articolo 1/3) e spiegato cos'è, e come agisce, un "neurotrasmettitore" (leggi: articolo2/3).
Ora scendiamo nei dettagli dando una spiegazione scientifica ai sintomi dell'innamoramento, quei sintomi che, bene o male, tutti noi abbiamo sperimentato direttamente su noi stessi.

Sappiamo che una persona ci attrae perché ci provoca una giostra di sensazioni caotiche, intense, contraddittorie e a volte incontrollabili. Ci sudano le mani, mangiamo meno, dormiamo poco o per niente, pensiamo con meno lucidità. Così, senza quasi rendercene conto, ci ritroviamo concentrati intorno ad un unico pensiero: l’immagine della persona amata e il desiderio si starle vicino.

FASE 1:
IL COLPO DI FULMINE: la feniletilamina
Attrazione, esaltazione, un vortice di sensazioni vi travolge: siamo appena stati colpiti dal classico "colpo di fulmine".
E' la prima fase dell' INNAMORAMENTO, nel vostro cervello viene prodotta FENILETILAMINA (in inglese "PEA"), una molecola molto simile all'amfetamina. E' lei la responsabile del "colpo di fulmine", il vero "cupido chimico" che genera l'euforia dell'amore:
La PEA e l'amfetamina producono effetti simili nel nostro cervello in quanto agiscono sugli stessi siti cerebrali (recettori), in altre parole siamo letteralmente "drogati" d'amore e questo spiega perchè desideriamo ardentemente provare questo sentimento; spiega anche l'intenso dolore che si prova quando il rapporto si interrompe bruscamente nelle fasi iniziali, situazione questa in cui la produzione di PEA cala drasticamente lasciando l'innamorato in una vera e propria depressione da "crisi d'astinenza" naturale.

FASE 2:
L'AMORE ROMANTICO: dopamina e noradrenalina
Immediatamente dopo il colpo di fulmine la feniletilamina favorisce l'attivazione di aree profonde del cervello che rilasciano DOPAMINA: il neurotrasmettitore dell'AMORE ROMANTICO. Alla Romeo e Giulietta per intenderci.

La Dopamina amplifica l'azione della feniletilamina e rinforza l'istinto a reiterare alcuni comportamenti che ci donano piacere e soddisfazione come il voler stare sempre insieme al partner o il chiamarlo per telefono "cento volte al giorno". La dopamina è responsabile del tipico sentimento che fa dire: "sto bene con te, ho bisogno di starti vicino e non so perché".
Questo mediatore chimico è colui che altera la sensazione del tempo in quanto ci spinge a concentrarci sul partner, unico destinatario di tutte le nostre attenzioni e pensieri (idee ricorrenti, quasi ossessive); è colui che indirizza tutte le nostre energie verso un unico obiettivo: soddisfare i desideri della persona amata.
Per raggiungere questo scopo si diventa iperattivi, insonni perchè siamo costantemente alla ricerca di novità per stare vicini alla nostra anima gemella.
Una curiosità: è la dopamina che fa "brillare" gli occhi. Questo effetto è dovuto al fatto che, quando abbiamo davanti qualcuno che ci piace, per qaulche istante le pupille si dilatano e gli occhi riflettono una maggiore quantità di luce facendo apparire lo sguardo più luminoso.

Altri sintomi caratteristici dell'amore romantico sono imputabili all'azione di un altro mediatore chimico sul Sistema Nervoso Centrale: la NORADRENALINA.

Questo neurotrasmettitore attiva il sistema nervoso simpatico con conseguente aumento del battito cardiaco e sudorazione del palmo delle mani. Era lei che vi faceva "tremare le ginocchia" quando eravate (o siete ancora, perchè no) vicino alla persona del cuore. Dietro questo modo di dire si nasconde una verità fisiologica dovuta al fatto che quando la noradrenalina è rilasciata in alte concentrazioni può provocare la sensazione di avere le gambe deboli e tremolanti. Anche lei, insieme alla dopamina, contribuisce alla sensazione di felicità, entusiasmo, inappetenza e insonnia.

FASE 3:
L'AMORE SI STABILIZZA: ossitocina e serotonina
Fortunatamente non tutte le storie d'amore finiscono tragicamente come per Giulietta e Romeo e quando, dopo circa un anno, la coppia riesce a creare una relazione stabile si entra nella fase dell'attaccamento.
Il nostro cervello inizia a produrre OSSITOCINA in maggiore quantità, una molecola che favorisce l’appagamento e la fissazione nella memoria di ricordi positivi. In questa fase viene superato il semplice “innamoramento” o l’attrazione (nei quali intervengono prevalentemente le sostanze viste fin'ora) e diventa preponderante il bisogno di prendersi cura della persona amata, di darle affetto, di accarezzarla, di essere parte di lei in un progetto a lungo termine. La terza fase dell'amore è quella del consolidamento del rapporto amoroso:

L' OSSITOCINA è un ormone peptidico costituito da 9 aminoacidi. Viene prodotto dai neuroni della regione encefalica detta Ipotalamo e secreto nel flusso sanguigno attraverso l' IPOFISI:

L'ossitocina svolge la funzione di rafforzare il legame di coppia al fine di creare un ambiente favorevole alla prosecuzione del rapporto e un clima affettivo positivo funzionale alla procreazione e alla crescita dei figli. Per questo viene anche chiamato "L'ORMONE DELL'AMORE".
La sua produzione viene stimolata dagli impulsi nervosi generati dai contatti fisici affettuosi tra i partners o anche solo dalla vista di persone amate o bambini piccoli.
L’ossitocina è presente sia nell’organismo maschile che femminile, tuttavia, secondo un recente studio pare che nei due sessi stimoli comportamenti diversi: nell'uomo questo ormone spinge a rafforzare il legame con la compagna e la monogamia, infatti gli uomini impegnati in una relazione di coppia, sotto l’influenza dell’ossitocina, resistono meglio alle tentazioni "extra-coniugali" anche se trovano l’altra donna molto attraente; nella donna provoca una sensazione di intenso appagamento quando è vicina alla persona amata e favorisce la fedeltà e il desiderio sessuale finalizzato alla procreazione.
Questo periodo è il momento in cui si genera l’attaccamento più sano, il momento in cui la coppia costruisce una complicità significativa di cui beneficiano entrambi i membri ed eventuali figli compresi.
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[PS: Il miglior farmaco contro ansia e depressione? Un bacio alla persona amata, un abbraccio ad un amico, una carezza al proprio figlio ...... l'ossitocina prodotta da questi gesti d'affetto farà bene ad entrambi. Per approfondire leggete questo articolo:

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La SEROTONINA, dal canto suo, accompagna l'azione dell'ossitocina:

Questa molecola regola l'umore e il suo abbondante rilascio in occasione di un buon rapporto col partner determina una condizione di felicità.  La serotonina crea un atteggiamento tranquillo, fedele, e rende una personalità "costruttiva". Acquisisce maggior rilevanza in una fase avanzata dell’innamoramento, quando ci si rende conto che investire nel rapporto con la persona amata è una soluzione che comporta un'intensa felicità e vale la pena preservare questo stato emotivo positivo.

FASE 4:
L'AMORE MATURO: le endorfine
L'amore in età avanzata si trasforma ancora. Secondo gli scienziati l’amore passionale, quello finalizzato alla riproduzione, durerebbe per un periodo dai 18 mesi ai quattro anni. Successivamente il cervello si assuefà alle molecole dell’amore (come un tossicodipendente allo stupefacente) e inizia a tollerare la loro azione. A questo punto la coppia può andare in crisi, ma se sufficientemente motivata a proseguire il cammino insieme entra nella fase dell' AMORE MATURO, un amore senza paure, senza doppi giochi e senza accuse, non più preda della tempesta ormonale ma libero di esprimersi nella più totale spontaneità acquisita in anni di convivenza. Si è disposti ad accettare i difetti dell’altro e si vive in modo positivo l’evoluzione del rapporto.
Nel sistema nervoso c’è un incremento di produzione di ENDORFINE, molecole con una struttura simile alla morfina, che rafforzano l’attaccamento col partner:

CONCLUSIONI
Scrivendo questo articolo mi sono più volte posto una domanda: la chimica precede l'amore o viceversa? In altre parole la passione verso la persona amata è solo un inganno chimico funzionale alla riproduzione della specie o piuttosto i mediatori chimici sono il linguaggio con cui il nostro organismo interpreta un sentimento amoroso a loro precedente?
Difficile dirlo.
Dice l'antropologa americana Helen Fisher:  “Dopamina, noradrenalina, serotonina… quando ci innamoriamo siamo una fabbrica di droghe naturali” ed è sicuramente vero, tuttavia drogarsi d'amore, consapevolmente o meno, rimane quanto di più bello possa riservarci la Natura; e poi a ben guardare, per dirla con le parole di una famosa canzone di Luciano Ligabue, "L'AMORE CONTA" (clicca per ascoltare):


Grazie per la lettura.

Stefano 08/05/2019
 
 

 







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