CURCUMA: riabilitata in pieno - Farmamente

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CURCUMA: riabilitata in pieno

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Curcuma: riabilitata in pieno !

Così potrebbe essere sintetizzato il contenuto di questo breve articolo.
Da qualche tempo, senza darne pubblica diffusione, ho seguito le notizie riguardanti casi di EPATITE non infettiva in cui sul banco degli imputati compariva la Curcuma come maggiore indiziata responsabile di tale patologia.
In un articolo apparso il 13/06 sull'ottima rivista Farmacista 33 (link) si leggeva:

«Epatite e curcuma, in aumento i casi. Il fenomeno, monitorato dalla  Asl, è in studio presso l'Iss per riuscire a risalire alle cause.
Il  numero dei casi di epatite riconducibili al consumo di curcuma è salito a  20 e continuerà ad aumentare dal momento che il fenomeno ora è  monitorato dall'Asl su richiesta delle Regioni. Tra le ipotesi sul nesso  di causalità, l'Iss esclude il sovradosaggio o contaminazioni e valuta  un collegamento con la materia prima: la curcuma importata.»

L'articolo proseguiva con affermazioni poco rassicuranti:

« .....l'aumento delle segnalazioni di epatiti dovute al consumo  di integratori a base di curcuma è atteso, perché ora il fenomeno è  monitorato. Le Regioni - fa sapere - hanno scritto alle Asl di segnalare  tutti i casi. Ma potenzialmente ve ne potrebbero essere stati anche  altri, in passato, non segnalati».

Certo, non sarebbe stato un effetto collaterale di poco conto ma, sebbene i sospetti fossero suffragati dall'uso ripetuto di diversi integratori a base di tale radice, sempre di sopetti si trattava e non di prove certe. Mettendo da parte il mio istinto "giustizialista", anche in considerazione dell'ormai uso millenario di questo vegetale, ho deciso di mantenermi su un profilo ragionevolmente "garantista". E ho avuto ragione !

Al fine di definire con certezza il nesso di causalità tra epatite non infettiva e consumo di curcuma, il Ministero della Salute aveva istituito una commissione di esperti che, dopo mesi di incertezza e sospetti, ha stabilito l'ASSENZA DI CORRELAZIONE tra la patologia e il consumo della specie vegetale.
Lo rende noto lo stesso Ministero della Salute affermando che « Le analisi effettuate sui campioni dei prodotti correlati ai casi di epatite hanno escluso la presenza di contaminanti o di sostanze volontariamente aggiunte quali possibili cause del danno epatico »
La conclusione a cui sono arrivati gli esperti è che la curcuma da sola non può aver generato i casi di epatite, anche se tutti  erano avvenuti dopo l’assunzione di integratori alimentari contenenti estratti e preparati di Curcuma longa.
Per questo, si legge nel comunicato, «ad oggi, le cause sono verosimilmente da ricondurre a particolari condizioni di suscettibilità individuale, di alterazioni preesistenti, anche latenti, della funzione epato-biliare o anche alla concomitante assunzione di farmaci».
In sostanza la Curcuma è controindicata per i soggetti che già abbiano problemi epatici pregressi, che assumono farmaci particolarmente epatotossici o soffrano di calcolosi biliare.
La curcuma in polvere risulta meglio tollerata al punto tale che, affermano gli esperti del Ministero, «Per la curcuma in polvere, invece non saranno presi provvedimenti "considerando la storia e le dimensioni del consumo come alimento». Come era facile immaginare.

Grazie per la lettura.

Stefano 05/08/2019.










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