Disf. Erettile 1/2 - Farmamente

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Disf. Erettile 1/2

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FISIOLOGIA DELLA DISFUNZIONE ERETTILE  

La  DISFUNZIONE ERETTILE (D.E.) è l'incapacità di avere e/o mantenere  un'erezione soddisfacente pur in presenza di un buon desiderio sessuale.
Anatomicamente il pene è per gran parte occupato da due CORPI CAVERNOSI, di struttura spugnosa, in grado di riempirsi di sangue in occasione dell'erezione



L' erezione è un riflesso spinale che aumenta l'afflusso di sangue nei corpi cavernosi, questo "effetto riempimento" è il responsabile dell'erezione stessa.

Se  l'afflusso di sangue ai corpi cavernosi è corretto, si ha anche  l'elevazione del pene; se invece il suddetto afflusso sanguigno è  ridotto, l'elevazione, l'inturgidimento e l'aumento dimensionale sono  limitati.

L'erezione in se non è altro che la conseguenza di un processo complesso di reazioni in cui concorrono in misura diversa sia fattori fisiologici ( efficienza vascolare, muscolare e ormonale ) che psicologici (  equilibrio neurologico ed emozionale ) in un perfetto sinergismo tra il  sistema NERVOSO, il sistema CIRCOLATORIO e quello ORMONALE


DIFFUSIONE STATISTICA

Secondo lo studio epidemiologico "Massachussets Male Aging Study", il 52% degli uomini fra i 40 e i 70 anni è affetto in qualche misura da DE, solo il 5-10% degli uomini sotto i 40 anni è vittima di questo disturbo.



CAUSE ORGANICHE

La DE può essere quindi generata da cause diverse:

  •      CAUSE VASCOLARI dovute a patologie che danneggiano i vasi responsabili dell'afflusso di sangue ai corpi cavernosi (es:  il diabete, che è la prima per importanza fra tutte le patologie croniche correlate alla DE, l' ipertensione arteriosa e l' aterosclerosi)

  •      CAUSE  NEUROGENE conseguenti alla lesione dei nervi che mediano l'erezione. Tale lesione può derivare da patologie ( es: Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla), da danni traumatici cerebrali e/o spinali, oppure da interventi chirurgici, primo fra tutti l' asportazione radicale della prostata  per ragioni oncologiche ( il fascio di nervi che regola la continenza  urinaria, la funzione vescicale e lo stimolo dell'erezione passa  esattamente al centro della prostata, per cui asportare la ghiandola  senza intaccarlo è molto difficile. Il 60% dei soggetti che hanno subito  asportazione totale della prostata accusano DE severa). Da sottolineare  la frequente associazione tra l' ipertrofia prostatica benigna (IPB)  e la DE: nella IPB la ghiandola prostatica si ingrandisce comprimendo i  nervi che conducono lo stimolo sessuale e i vasi sanguigni che fanno  affluire sangue all'organo genitale provocando la DE.

  •    CAUSE ORMONALI dovute a ridotta produzione di testosterone (dipendente molto dall'età)

  •    CAUSE connesse allo STILE DI VITA soprattutto legate al fumo  ( la nicotina è un vasocostrittore che diminuisce l'afflusso di sangue  al pene; il fumo inoltre inattiva il monossido di azoto che è la  molecola responsabile dell'erezione)  , al consumo abituale di alcoolici, ad un'alimentazione ricca di grassi animali; tutte condizioni che favoriscono le lesioni vascolari di cui sopra.

  •    CAUSE FARMACOLOGICHE conseguenti all'assunzione di farmaci. I più noti sono i betabloccanti, alcuni diuretici ( spironolattone ), gli ansiolitici, alcuni antidepressivi di vecchia generazione, i  farmaci per l'ipertrofia prostatica ( finasteride), alcuni antiipertensivi, i chemioterapici antitumorali.

  •    CAUSE ANAGRAFICHE: con l'avanzare degli anni negli uomini si assiste ad una riduzione naturale della produzione di testosterone e alla regressione degli organi sessuali quali lo scroto, il pene, i tessuti muscolari e i testicoli.


CAUSE PSICOGENE

Tra le cause psicogene rientra lo STRESS dovuto all'iperattività quotidiana o la cosiddetta "ansia da prestazione", frequente tra i giovani alle prime esperienze sessuali come anche tra gli uomini nell’affrontare una nuova partner, o dopo il verificarsi di un primo insuccesso nei rapporti sessuali.

Anche gli stati depressivi con riduzione del desiderio favoriscono la DE.



QUANTO INCIDE L'ETA'


L'età rimane comunque il fattore predominante nell'insorgenza della DE: il 70% dei soggetti affetti da DE ha più di 60 anni:



Tutto  ciò si riflette in mutamenti nella risposta sessuale maschile; l'uomo  infatti impiega più tempo per raggiungere l'erezione che spesso è meno  completa ed efficiente.

Tali cambiamenti se da un lato  rappresentano la naturale trasformazione dell'organismo dell'uomo,  dall'altro sono ovviamente mal accettati e fonte di disagio.

D'altra  parte lo stereotipo culturale secondo cui l'anziano debba accettare  passivamente tale disagio contrasta intimamente con un desiderio  sessuale ancora presente in terza età e, per quanto sia comprensibile  una fisiologica perdita di virilità, la DE non deve essere vissuta come una condizione inevitabile a cui rassegnarsi.

Il primo passo da intraprendere nell'affrontare questo disturbo è il superamento di quelle false barriere culturali e  psicologiche che normalmente ostacolano l'esposizione serena del  problema al medico di famiglia prima e allo specialista poi. Molto  spesso infatti gli anziani, e non solo, vivono il persistere del  desiderio sessuale come inopportuno e disdicevole. Aprire un canale di comunicazione con un medico competente,  sia esso un andrologo, un endocrinologo o un urologo, rappresenta la  migliore strategia per cercare una soluzione , anche farmacologica, alla  DE.


ESAMI SPECIALISTICI

Lo  specialista, dopo un colloquio col paziente utile a stabilire un'  ipotesi di massima sulla causa della DE, consiglierà gli esami clinici e  di laboratorio migliori per ottenere una diagnosi più precisa.  

Ecco una sintesi degli accertamenti prescrivibili:




CONSIGLI SULLO STILE DI VITA

Nell'affrontare  la DE risulta importante anche adottare uno stile di vita che  intervenga su quelle variabili dipendenti dalla nostra volontà:



in  particolare si è visto che nei fumatori il rischio di sviluppare DE è  del 70% più alto dei non fumatori, così come chi consuma alcoolici  costantemente ( più di 600ml a settimana ) ha una probabilità di  accusare DE del 25% superiore a chi non ne fa uso.


Fine prima parte. La seconda sarà dedicata al TRATTAMENTO FARMACOLOGICO della DE.


Grazie per la lettura.


Stefano 22/09/2017

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