Farmaci monodose - Farmamente

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Farmaci monodose

Farmaci monodose, o "sfusi" come si dice un gergo popolare.

L’Agenzia italiana del farmaco AIFA ha deciso di avviare un progetto che rivoluzionerà il modo di produrre,  prescrivere, dispensare e assumere un farmaco. Capita spesso  infatti di acquistare confezioni il cui contenuto non corrisponde  esattamente alla terapia prescritta, con il risultato che spesso, una  volta terminata la terapia, in casa rimangono scatole di farmaci inutilizzate.

«Ridurre gli sprechi e dare ai pazienti esattamente quello che  serve», ma anche «aiutare l'ambiente». Sono gli obiettivi che la vendita  di medicinali sfusi vuole raggiungere dice il Direttore generale dell’Aifa Luca Li Bassi.

Li Bassi che spiega che è partito “due-tre settimane fa  con un gruppo di lavoro interno all’Agenzia ed entro pochi mesi credo  saremo pronti per avviare la fase pilota."
“È un qualcosa che dobbiamo fare per gradi e ci vorrà probabilmente molto tempo”, sottolinea  ancora il Direttore. "Si potrebbe partire per esempio da una classe  terapeutica e da un gruppo di farmacie e produttori selezionati  attraverso cui sperimentare e perfezionare i meccanismi operativi”.

L'obiettivo del progetto, è soddisfare i bisogni sanitari e  migliorare l'efficientamento delle risorse, spiega il Direttore Aifa. «Non si  tratta solo di ridurre i costi dovuti allo spreco di farmaci  inutilizzati, ma anche ridurre l'inquinamento ambientale, perché se  avanzano dosi da smaltire, queste possono finire disperse nell'ambiente e  avere un impatto negativo anche sull'uomo. C'è poi una questione di approprietezza, perché avere farmaci avanzati favorisce l'automedicazione. Un elemento a cui bisogna dare evidenza perché, ad esempio, quasi il 10% degli antibiotici sono assunti senza ricetta medica. E questo avviene anche perché giacciono nell'armadietto dosi inutilizzate». Il farmaco monodose, d'altronde, è in sperimentazione in Svizzera e Francia e «da tempo è realtà nei paesi anglosassoni, dove è cultura diffusa e radicata».

Si tratterà di un vero “cambio culturale" che coinvolgerà tutti, in primis proprio i pazienti stessi.

Sintesi tratta dal Farmacista online e dal Il Messaggero

Stefano 12/04/2019


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