Fumo con dispositivo IQOS - Farmamente

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Fumo con dispositivo IQOS


DISPOSITIVI IQOS: NOVITA' IN FUMO

Nei prossimi anni il principale avversario al fumo sarà uno dei più importanti produttori mondiali di sigarette: la Philip Morris.
Si, avete letto bene, ma il controsenso è solo apparente. L' azienda leader nella produzione delle bionde ha intenzione di offrire un'alternativa a chi ha deciso di non abbandonare completamente il consumo di tabacco, alternativa in grado di garantire un profilo di rischio minore per la salute.

Il prodotto che Philip Morris propone ai consumatori è l' IQOS, un dispositivo che riscalda degli stick di tabacco (tabacco reale, non soluzione liquida) fino a 350 °C generando un aerosol simile al fumo ma senza che vi sia combustione.

Distribuito in 41 Paesi, l' IQOS in Italia ha raggiunto l' 1,5% di quota di mercato mentre in Giappone è già oltre il 15%.  Per quanto riguarda i costi va detto che gli stick di tabacco sono di diverse tipologie. Un pacchetto da 20 costa 5 euro mentre il dispositivo ne costa circa 70.
Nel video seguente una brevissima descrizione del prodotto (cliccare per avviare):
L'azienda dal 2008 ha investito nel progetto oltre 4,5 miliardi di dollari. "Il dispositivo è commercializzato in Italia e Giappone già da fine 2014", dice Eugenio Sidoli presidente e Amministratore Delegato Philip Morris Italia.

"Stiamo facendo studi autonomi da circa 15 anni con l'ausilio di istituti scientifici esterni per la ricerca clinica" continua Sidoli, "I risultati fin'ora raggiunti ci rafforzano nella convinzione che sostituire le sigarette con un prodotto di migliore qualità sia la strada giusta" e sottolinea come istituti pubblici indipendenti abbiano dimostrato che il fumo prodotto con IQOS è per il 90% meno tossico di quello prodotto dalla classica sigaretta.

"Le informazioni che la ricerca scientifica ci ha dato" , dice l' AD, " indicano che il vero problema nel fumo è la combustione, ovvero sono le tossine sprigionate dall'incendio di carta e tabacco. Togliendo la combustione una buona parte dei composti tossici non si formano più e questo rende meno dannoso il fumo da IQOS. Da lì a dire a dire che il prodotto è meno pericoloso c'è ancora molto lavoro da fare". Lo stesso Sidoli infatti afferma che per avere approfonditi studi di tossicità a lungo termine occorrerà attendere anni essendo i dati delle attuali ricerche ancora troppo limitati nel tempo.

Al momento rimane il fatto che le ricerche più approfondite sul prodotto rimangono quelle condotte dall'azienda stessa.

Patrizia Hrelia, past-president della Società Italiana di Tossicologia interviene nell'argomento affermando che "fin'ora possiamo dire che gli studi attuali, non indipendenti, dimostrano che c'è un'esposizione minore a sostanze cancerogene, tuttavia per avere dati che ci assicureranno una diminuzione del danno dobbiamo aspettare il dato sull'uomo che è un dato clinico che ancora manca"

Vincenzo Zagà, presidente della Società Italiana Tabaccologia, ha un atteggiamento critico verso IQOS e fa presente che negli stick "c'è nicotina, ci sono metalli pesanti, c'è formaldeide che è comunque un cancerogeno anche per l'uomo. Quindi diciamo che non si tratta di un prodotto assolutamente innocuo. Il problema è che loro cercano di "shiftare" il fumatore verso un altro tipo di fumo, non di farlo smettere. Poi è chiaro che in un centro antifumo mi può anche andare bene utilizzare l' IQOS come supporto per pazienti che sono ricaduti o che non ce la fanno a smettere, ma questo è un altro discorso".

In attesa di dati tossicologici di lungo termine "in vivo", stanno uscendo i risultati di indagini "in vitro" ricavati da colture di cellule umane isolate.

Una ricerca australiana appena pubblicata su ERJ, organo ufficiale della European Respiratory Society (ERS), apre il dibattito sulla possibile pericolosità dei dispositivi IQOS.
I ricercatori hanno utilizzato 3 campioni di cellule di epitelio bronchiale umano e di cellule muscolari delle vie aeree umane; le hanno trattate  con il vapore di un  modello di sigaretta elettronica il cui liquido conteneva 1,2% di nicotina (campione 1), con  l’aerosol prodotto da una IQOS con stick di tabacco contenenti 1,4 mg di  nicotina (campione 2) e con un estratto di fumo prodotto dalla  combustione di normali sigarette contenenti 1,2 mg di nicotina (campione 3).
Ebbene la tossicità cellulare indotta dall’esposizione di concentrazioni  crescenti di fumo di sigaretta (1%, 5%, 10%) è risultata pari a quella  indotta dall’esposizione all’aerosol delle IQOS alle stesse  concentrazioni (1%, 5%, 10%). A chi voglia approfondire lo studio consiglio di leggere QUESTO ARTICOLO

In conclusione, se i dati attuali verranno confermati nel tempo, l' IQOS è un dispositivo che offre la possibilità di fumare tabacco in modo teoricamente meno rischioso rispetto alla classica sigaretta, ma non a rischio zero. Va inoltre sottolineata la possibilità di abuso, incentivato dalla pubblicità che tende a far associare l'uso dei dispositivi IQOS ad un minore danno per la salute inducendo così il soggetto a continuare a fumare come prima o anche di più.
In aggiunta a questo aspetto psicologico favorevole al consumo, si deve tener presente che gli stick IQOS contengono comunque nicotina e che la dipendenza al tabacco rimane.

Grazie per la lettura.

Stefano 25/02/2019
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