Genio e Follia - Farmamente

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Genio e Follia



Genio e Follia. Sembrano due Muse della mitologia greca, due facce della stessa medaglia unite in un binomio inscindibile in cui la sussistenza dell'una presuppone l'esistenza dell'altra.

Di fatto alcune grandi personalità del passato (artisti, musicisti, poeti etc.) erano affette da quelli che oggi chiameremmo “disturbi dell’umore” (sindrome bipolare) o “psicosi” (schizofrenia) e spesso,  quelli che oggi reputiamo essere poesie eccelse, dipinti stupendi o composizioni musicali magnifiche sono stati l'espressione di momenti di "misurata follia" di artisti che esprimevano in tal maniera il loro disagio interiore. Non di rado infatti le allucinazioni psicotiche sono state di ispirazione per l'artista mostrandogli i soggetti da dipingere (allucinazioni visive), come accadde nel caso di Van Gogh o Salvador Dali’, o suggerendogli le idee per racconti o anche per opere musicali come successe a Robert Schumann (allucinazioni uditive).

Si può dire, a questo punto, che tutti gli artisti siano pazzi ? Assolutamente no! Ovviamente non tutti gli artisti sviluppano patologie mentali ma mostrano indubbiamente un'originalità di pensiero che li distingue dall'ordinario.

Stabilire pertanto dove finisca il Genio e inizi la Follia non è facile. I confini tra loro sono sfumati perchè entrambe necessari per generare quella Creatività artistica intesa come la capacità di un soggetto di formulare associazioni d'idee nuove, lontane dal banale o dalla semplice bizzarria, in grado di offrire soluzioni originali a situazioni complesse. Per valutare equamente le differenze individuali in "creatività" gli scienziati sono ricorsi ai  test per il pensiero divergente che richiedono di trovare  risposte nuove e sensate a problemi articolati.

Statisticamente è stato osservato che le persone altamente creative appartengono con maggior probabilità a famiglie in cui qualche membro è affetto da disturbi mentali, principalmente sindrome bipolare o psicosi, e questa evidenza ha indotto i ricercatori ad indagare sui collegamenti fisiologici esistenti tra Genio e Follia con un approccio scientifico oggettivo.

Al momento i collegamenti accertati da ricerche indipendenti coinvolgono il ruolo di due mediatori chimici cerebrali, la dopamina e la neuregulina-1, il cui alterato funzionamento spiega in parte il legame tra Genio e Follia.

LA DOPAMINA

Una ricerca eseguita presso il Karolinska Institutet e riportata sulla rivista on line PloS ONE, ha puntato l'attenzione sulle vie dopaminergiche encefaliche, in particolare quelle che collegano una regione profonda del cervello, detta Talamo, alla Corteccia cerebrale.
E' ben noto infatti quanto il neurotrasmettitore "DOPAMINA" sia coinvolto nella produzione delle "allucinazioni" in pazienti psicotici o in soggetti dediti all'utilizzo di sostanze d'abuso, mancavano però dati scientifici che lo collegassero alla "creatività". Ebbene lo studio mostra che le persone fortemente creative possiedono, similmente ai soggetti schizofrenici, una alterata attività della via nervosa dopaminergica che collega il Talamo alla Corteccia cerebrale .

Il Talamo è una regione profonda dell'encefalo che svolge una funzione di "filtro" delle informazioni prima che esse arrivino alla Corteccia, l'area cerebrale responsabile della cognizione consapevole e del ragionamento; quando il talamo filtra poco e lascia passare troppi dati alla regione corticale si possono verificare due condizioni diverse: nelle persone creative l'abbondanza di informazioni di traduce nella capacità di "vedere" collegamenti inusuali in situazioni complesse (creatività), nel malato mentale invece si trasforma nella confusione e nelle allucinazioni (visive e uditive) tipiche della psicosi.

Ovviamente la schizofrenia non può essere riduttivamente descritta in 10 righe, per chi volesse approfondire consiglio questo articolo.



LA NEUREGULINA-1

Altri ricercatori si sono concentrati invece sullo studio del DNA, in particolare di un gene, coinvolto nello sviluppo del cervello, chiamato neuregulina-1. Diversi studi hanno dimostrato che una singola mutazione di questo tratto di DNA è collegata a psicosi,  scarsa memoria e sensibilita’ alla critiche. Secondo quanto reso noto sulla rivista "Neuron" dai ricercatori del Medical College of Georgia,  la neuregulina-1 ha una funzione inibitoria nei centri nervosi dove si localizza e contribuisce a modularne l'attività. Dobbiamo infatti concepire il cervello come una macchina complessa in cui ogni area encefalica svolge un compito preciso in armonia con le altre. In questo delicato sistema, fatto di pesi e contrappesi, il ruolo dei coordinatori è svolto dai neurotrasmettitori chimici che accelerano o frenano l'attività ora di questa e ora di quell'area cerebrale.

Una neuregulina-1 diversamente funzionante significa un "freno" che non frena, significa un minor controllo dell'attività cerebrale.

Volendo approfondire un pò va ricordato che ogni cellula umana possiede 2 copie di uno stesso gene, ognuno posto su un cromosoma d'origine genitoriale (uno materno e uno paterno) e che normalmente se una copia delle due è "mutata" essa viene silenziata a favore della copia "corretta" (ecco perchè le copie sono sempre 2).
Circa il 50% dei cittadini europei possiede una copia della mutazione "creativa" della neuregulina-1, mentre il 15% ne ha due. La quota restante, il 35%, non ne possiede alcuna.  
Per determinare come questa variante genetica condizioni la  creativita’ di chi la possiede, i ricercatori hanno mappato il DNA di 200 volontari adulti a cui e’ stato fatto eseguire il test per il pensiero divergente allo scopo di misurare la loro vena creativa. Dagli approfondimenti e’ emerso che le persone  con due copie di neuregulina-1 mutata tendono ad ottenere punteggi in originalità creativa sensibilmente piu’ alti di chi ne possiede una sola copia. Quest'ultimi risultano essere comunque piu’ creativi di chi non ne ha nessuna.



CONCLUSIONI

Quanto esposto è solo una piccola finestra aperta su un mondo di una vastità sconvolgente. Altri fattori e variabili ancora sconosciuti sono sicuramente implicati nel legame esistente tra Genio e Follia.
La Follia diventa Genio quando viene canalizzata nell'arte in maniera funzionale. Facile a dirsi per chi non vive sulla sua persona il dramma della psicosi, una patologia estrema che in realtà non sempre può essere trasformata in qualcosa di  utile.

Leggendo un articolo su questo argomento mi ha colpito la frase indirizzata dalla scrittrice Virginia Woolf nella sua ultima lettera al marito prima che si togliesse la vita: “Sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo  affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non  guarirò ....”.

Grazie per la lettura.

Stefano 27/03/2019


“ Il genio abita semplicemente al piano di sopra della follia”
A. Schopenahuer


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