Herpes e Patologie psichiatriche - Farmamente

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Herpes e Patologie psichiatriche



Recentemente i ricercatori di vari Istituti nel mondo stanno scoprendo interessanti relazioni tra alcune patologie del Sistema Nervoso Centrale (SNC) e agenti patogeni, soprattutto virali.

E' noto da tempo che disturbi importanti quali la DEPRESSIONE, la SINDROME BIPOLARE o la PSICOSI siano patologie multifattoriali che, pur poggiando su una base genetica, hanno bisogno di fattori ambientali esterni per potersi manifestare compiutamente.

Il contesto sociale e familiare in cui è inserito il soggetto, eventi fortemente stressanti o patologie concomitanti possono essere certamente annoverati tra le concause facilitanti lo sviluppo delle malattie in precedenza elencate. Tuttavia nuove evidenze scientifiche spostano l'attenzione su un elemento fin'ora mai considerato: i VIRUS. In particolare il virus  dell'HERPES.

Da recenti scoperte sembra, anzi, che le infezioni generate da questo agente patogeno siano coinvolte persino nell'insorgenza dell' ALZHEIMER.

In uno studio pubblicato su "Frontiers in Microbiology" dal Dr. Bhupesh Prusty, direttore del Dipartimento di Microbiologia presso l'Istituto di virologia e immunobiologia dell'Università di Würzburg, è stata riportata la scoperta di un alto tasso di infezione virale herpetica presente nei neuroni  dei soggetti con due tipi di disturbi psichiatrici: disturbo bipolare e / o depressione grave.

Lo scienziato spiega la relazione tra agenti patogeni esterni e malattie del SNC dicendo che "da tempo è noto come i fattori ereditari aumentino il rischio di sviluppare diversi tipi di disturbi psichiatrici tra cui disturbo bipolare, disturbo depressivo maggiore e schizofrenia", spiega Prusty. "Ma c'è anche una forte evidenza che i fattori ambientali, in particolare quelli che portano alla neuroinfiammazione nelle prime fasi della vita, potrebbero svolgere un importante ruolo nella genesi di questi disturbi. I virus sono un fattore ambientale."

La neuroinfiammazione, specie se contratta in età pediatrica, risulta essere pertanto un fattore ambientale decisivo nello svipuppo conclamato dei disturbi psichiatrici elencati in precedenza.

Dice sempre il Dott. Prusty: " I bambini che sono stati infettati in giovane età di solito guariscono senza complicanze tardive. Tuttavia, i virus giacciono dormienti in vari organi e tessuti, incluso il SNC, e possono essere riattivati in determinate circostanze, anche dopo anni."

I risultati di questa ricerca mostrano per la prima volta che i virus sono in grado di causare disturbi cognitivi che portano ai disturbi dell'umore.
Il dott. Prusty, nello spiegare le nuove evidenze che legano le infezioni virali ai disturbi mentali, cita un altro studio che dimostra che anche il morbo di Alzheimer può essere causato dal virus dell'herpes umano.

Lo studio a cui si riferisce è il lavoro pubblicato su "Frontiers in Ageing Neuroscience" firmato dalla Prof.ssa Ruth Itzhaki dell'università di Manchester. I risultati della ricerca, che procede da 25 anni, hanno messo in evidenza che il virus Herpes è molto più abbondanti nel cervello delle persone colpite da Alzheimer rispetto ai soggetti sani.

Sono stati messi a confronto i dati di 8.000 pazienti over 50 anni colpiti da Herpes simplex, con 25.000 pazienti coetanei privi di infezione. Con il tempo i soggetti del primo gruppo hanno mostrato una probabilità 2.5 volte più alta di sviluppare la malattia rispetto al secondo gruppo. Inoltre i soggetti affetti da Herpes simplex, se trattati con antivirali, hanno sviluppato l'Alzheimer dieci volte in meno rispetto a coloro che non avevano assunto tali farmaci.
Da qui l'evidenza che l'utilizzo di antivirali riuscirebbe a ridurre la possibilità di sviluppare il morbo di Alzheimer nei pazienti infettati.
Gli studi vanno avanti ma ciò che emerge è la necessità di un vaccino contro l'herpes che prevenga anche il conclamarsi di un futuro possibile Alzheimer.  

Quanti casi di questa demenza possano essere imputati ad una pregressa infezione herpetica è ancora presto per dirlo, tuttavia, come sostiene la Ruth Itzhaki, il virus risulta "collegato a oltre un caso su due" di Alzheimer. Se confermati questi dati, che la stessa ricercatrice definisce "sorprendenti", sentenziano che "l'Herpes Simplex Virus potrebbe nascondersi dietro il 50% o più dei casi di morbo di Alzheimer".

Una possibile spiegazione di tale relazione potrebbe tirare in causa l'infiammazione prodotta dal virus a carico delle cellule nervose o anche la capacità dell'agente virale di  influenzare e/o controllare l'attività di vari geni legati all'insorgenza della demenza.

Va detto che nonostante i 25 anni di lavoro, il mondo accademico ancora non concorda pienamente a sostegno del legame tra l'Herpes simplex e la demenza senile. Alcuni esperti invertono il rapporto di consequenzialità affermando che la maggiore facilità di contrarre infezioni virali da parte dei soggetti colpiti da Alzheimer dipende dalla aumentata fragilità immunitaria del SNC malato ed è quindi la conseguenza e non la causa della demenza.

Si attendono sviluppi. Certo è che si sono aperte nuove frontiere nella comprensione della genesi delle patologie psichiatriche e nelle possibilità di intervento terapeutico.


Grazie per la lettura e grazie a mia moglie per avermi dato l'input per questa piccola ricerca.


Stefano 01/11/2018
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