Il Reflusso G.E. - Farmamente

Vai ai contenuti

Il Reflusso G.E.

La Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo (MRGE acronimo italiano) o GERD (acronimo inglese di Gastro-Esophageal Reflux Disease) è una patologia molto comune. In Italia almeno 1 individuo su 6 ne soffre, ovvero il 16% circa della popolazione,  ed è maggiormente frequente nelle donne. Si stima che in Europa  determini una riduzione del 26% della produttività lavorativa   con una  perdita annuale di 1 miliardo di euro in termini di assenteismo.

Per comprendere cosa sia la MRGE occorre fare una piccola premessa d'ordine anatomico.
Lo  stomaco di fatto è una sacca digestiva con due sfinteri che, come  fossero due porte, regolano il transito dell'alimentazione in entrata e  in uscita:


il Reflusso gastro-esofageo (RGE) si  presenta quando il Cardias, che separa lo stomaco dall'esofago, perde di  tonicità non garantendo più un'adeguata chiusura. In queste condizioni,  com'è facile immaginare, si manifesta il ritorno di materiale e succhi  gastrici acidi nell'esofago con conseguenti bruciore e rigurgito; le tipiche manifestazioni sintomatiche della MRGE:



E' importante sottolineare che entro limiti di accettabilità il reflusso è fisiologico, sono la quantità e la frequenza con cui avviene che distinguono la normalità dalla patologia. I soggetti normali e malati non si differenziano per la presenza o assenza di reflusso, bensì per la sua frequenza, intensità e sintomi associati.


SINTOMI DELLA MRGE

I sintomi più comuni della malattia da reflusso sono riportati nella seguente immagine:



Tra tutti i sintomi elencati quelli con maggior valore diagnostico, per la loro elevata specificità verso la MRGE,  sono il bruciore gastrico e il rigurgito acido. Quando presenti entrambe, nel 90% dei casi il soggetto è affetto da MRGE.

Tra gli altri sintomi frequenti, ma meno specifici perchè comuni ad altri disturbi intestinali, troviamo il GONFIORE ADDOMINALE, la DIFFICOLTA' DIGESTIVA accompagnata da eruttazioni, il DOLORE ADDOMINALE e l' IPERSALIVAZIONE.

Sono stati riportati anche casi di TACHICARDIA riconducibili a reflusso gastro-esofageo.


LE CAUSE DELLA MRGE

La MRGE è una malattia a genesi multifattoriale non potendosi riconoscere un solo agente causale.
Per  comprendere il meccanismo alla base della MRGE possiamo paragonare  l'insieme di esofago e stomaco a un circuito idraulico dove l’esofago  funziona da pompa che spinge il cibo verso lo stomaco e quest'ultimo  rappresenta invece il contenitore finale di raccolta.
Per il determinarsi della malattia occorre il cattivo funzionamento di uno o più elementi di tale circuito.
Questo mal funzionamento può essere innescato da precise condizioni patologiche:

  • 1) una ridotta spinta (peristalsi) esofagea
  • 2) un rilasciamento del cardias che permette il reflusso del contenuto gastrico ;
  • 3) un' alterazione della motilità dello stomaco che, determinando un ritardato svuotamento dello stesso, favorisce la risalita del cibo verso l'esofago.
  • 4) assunzione di farmaci antiinfiammatori (FANS) aspirino-simili.

Esisitono anche dei fattori predisponenti. I più comuni sono l' ERNIA IATALE e l' OBESITA':

L' ERNIA IATALE si accompagna frequentemente a MRGE ed è presente in circa la metà dei soggetti affetti da tale patologia:



L’OBESITA'  rappresenta un fattore di rischio per la MRGE, anche se non è ancora  completamente chiaro il meccanismo con cui influisce negativamente .  L'ipotesi più plausibile è che il sovrappeso determini un aumento della pressione sulle pareti esterne dello stomaco  che, a sua volta, si riflette internamente a quest'organo determinando  un sforzo maggiore del cardias nel mantenere la chiusura dello sfintere  esofageo.


INFEZIONE DA HELICOBACTER PYLORI (HP) e MRGE

Il  ruolo dell’infezione da H. pylori nella MRGE è sempre stato  controverso. Dai dati statistici non è possibile trarre indicazioni  riguardo ad un ruolo (positivo o negativo) dell’infezione da H. pylori  nella MRGE, ma le evidenze disponibili suggeriscono che il reflusso gastrico non è sostanzialmente influenzato dalla presenza o assenza di infezione da HP. L’eradicazione dell’infezione da Helicobacter non migliora i sintomi della MRGE, tuttavia la terapia a lungo termine contro il reflusso può favorire la sopravvivenza del batterio e  la gastrite da lui prodotta (potenziale causa di carcinoma gastrico).  Per tale ragione in tutti i pazienti affetti da reflusso e con infezione  da HP accertata prevale la strategia di eradicare l’infezione  batterica.



DOLORE TORACICO DA REFLUSSO e DOLORE CARDIACO:  DISTINZIONE

Il dolore toracico generato dal reflusso esofageo è quanto di più simile a quello cardiaco.  Saperli distinguere con certezza è compito difficile anche per  personale esperto. E' possibile comunque definire delle linee guida  utili nella diagnosi.

Se alla domanda “dove sente dolore?” il soggetto risponde indicando un punto con un dito (DOLORE LOCALIZZATO), quasi sempre non c'è da preoccuparsi; se gli viene naturale toccarsi il petto con la mano aperta (DOLORE DIFFUSO), c'è qualche problema al cuore.



In generale è possibile fare le seguenti considerazioni:



STILE DI VITA

Nella  patogenesi della MRGE, così come nel suo trattamento, un importante  ruolo è svolto dagli stili di vita e dalle abitudini alimentari dei  pazienti.
Ai soggetti affetti da MRGE è consigliabile la RIDUZIONE DEL PESO (almeno del 10%), se obesi,di ALZARE LA TESTIERA DEL LETTO per contrastare il reflusso, di evitare pasti a TARDA SERA e di attendere ALMENO 2 ORE dalla cena prima di andare a dormire.

Una nota specifica va fatta per il FUMO  di sigaretta. Studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che fumare  indebolisce il cardias e facilita notevolmente il reflusso.


ALIMENTAZIONE

Cosa evitare:

gli ALIMENTI GRASSI e BEN CONDITI (es: fritti, carni rosse grasse, formaggi grassi, troppo olio, intingoli  ecc.); questi infatti richiedono molto tempo per la digestione e   permangono nello stomaco più a lungo inducendo un'ingente produzione di  succhi gastrici acidi.
Nella lista degli alimenti da evitare rientrano le bevande a base di caffeina (TE' e CAFFE'), il CIOCCOLATO, la MENTA, le verdure acide come i POMODORI CRUDI, il VINO BIANCO, gli ALCOOLICI, le BIBITE GASSATE, le spezie PICCANTI come PEPE e PEPERONCINO, i piatti conditi abbondantemente con AGLIO e CIPOLLA.

Cosa mangiare:

gli alimenti proteici MAGRI come la CARNE BIANCA, le UOVA e il PESCE  perché, diversamente dai cibi grassi, sono più facili da digerire,  comportano meno produzione di succhi gastrici e aumentano il tono  muscolare del cardias. Sono adatte anche le VERDURE fresche, gli alimenti ricchi di FIBRE INTEGRALI  (le fibre dei cereali integrali assorbono i succhi gastrici dello  stomaco riducendo il reflusso), la frutta povera di acido citrico, come  per esempio i MELONI, le PERE, le MELE, le BANANE e i FRUTTI DI BOSCO, perché mantengono entro valori accettabili il tasso di acidità dello stomaco.


TERAPIA FARMACOLOGICA


INIBITORI DELLA POMPA PROTONICA (IPP
): sono i "prazoli" che tutti noi conosciamo:

  • Pantoprazolo: Peptazol®, Nansen®, Pantopan®, Pantorc®, Pantecta®
  • Omeprazolo: Omeprazen®, Antra®, Protec®
  • Lanzoprazolo: Lanzox®, Limpidex®, Zoton®, Losec®, Mepral®
  • Esomeprazolo: Lucen®, Nexium®
  • Rabeprazolo: Pariet®
  • e Generici

Rappresentano i farmaci di elezione  nel trattamento della MRGE. Ben tollerati al punto da essere  disponibili in preparazioni ridotte "da banco" senza obbligo di ricetta  medica. Sono utili non solo a indurre la remissione clinica dei sintomi  tipici, quali bruciore retrosternale e rigurgito, e atipici quali tosse,  asma, raucedine, ma anche a guarire le lesini gastro-esofagee.
Vanno assunti a stomaco vuoto, 20-30 minuti prima di colazione. La terapia non dovrebbe mai superare le 8 settimane di durata.  Da soli risultano efficaci nell’80% dei casi, nei restanti vanno  associati a terapie aggiuntive con altri farmaci come gli alginati  (v.dopo). Data la loro elevata efficacia e gli indubbi benefici  immediati, il ricorso a questi farmaci è spesso abusato  e ciò rappresenta un problema. Va ricordato infatti che gli IPP, oltre  ad effetti collaterali comuni come cefalea, nausea, dolore e gonfiore  addominali, hanno mostrato, se impiegati a lungo termine, di aggravare   l'OSTEOPOROSI nei soggetti in cui tale patologia è già presente, di provocare una riduzione del MAGNESIO e della VITAMINA B12 [ leggi articolo ] Uno studio americano, ancora da confermare,  ha addirittura evidenziato una correlazione diretta tra l'uso prolungato di IPP e il rischio di MORTE PREMATURA. [ leggi articolo ]. L'inibizione prolungata dell'acidità gastrica predispone inoltre allo sviluppo di infezioni batteriche da Clostridium difficile.

ANTISTAMINICI ANTI-H2: nella pratica clinica l'unica molecola che trova ancora impiego è la Ranitidina (Ranidil®, Ranibloc®, Raniben®). Sono meno efficaci degli IPP e richiedono la doppia somministrazione giornaliera ( 1 cpr ogni 12 ore). A lungo andare l'organismo sviluppa tolleranza agli anti-H2 che ne riduce l'efficacia, cosa che non succede nel caso degli IPP.

ALGINATI + CARBONATI: Presenti in molte formulazioni anti-reflusso. ( Gaviscon advance®  e altri) hanno la proprietà, oltre di tamponare l'acidità, anche di formare uno strato flottante sopra il contenuto gastrico che funziona da "tappo" impedendo il ritorno acido nell'esofago. Data la loro azione vanno assunti DOPO i pasti principali e prima di andare a dormire.

PROCINETICI: sono farmaci in grado di accelerare lo svuotamento gastrico  riducendo la possibilità che gli alimenti e l'acido presenti nello  stomaco refluiscano nell'esofago. I principi attivi più usati sono il  Domperidone (Peridon® e generici) e la Metoclopramide (Plasil®). Vanno assunti 20'-30' minuti prima dei pasti.


Grazie per la lettura.


Stefano. 13/11/2018









Torna ai contenuti