La Sindrome Metabolica - Farmamente

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La Sindrome Metabolica

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Il termine "Sindrome Metabolica" (S.M.) non indica una singola patologia, bensì un insieme di disturbi che, integrati tra loro, conferiscono all'organismo un assetto complessivo patologico.

La S.M. si concretizza nella relazione tra 5 diversi parametri clinici che, in maniera sempre più evidente a livello statistico, risultano interconnessi tra loro. Tali parametri sono:


Il sempre maggior numero di soggetti affetti contemporaneamente da DIABETE 2 (diabete alimentare), IPERTENSIONE arteriosa, IPERLIPIDEMIA (elevate concentrazioni di colesterolo e trigliceridi nel sangue) e OBESITA' ADDOMINALE rende evidente l'esistenza di un chiaro legame tra questi disturbi di natura metabolica.
Tornando ai parametri in precedenza accennati le linee guida internazionali hanno stabilito che:



I soggetti affetti da S.M. presentano un quadro metabolico generale alterato che li espone ad un maggior RISCHIO CARDIOVASCOLARE, ovvero ad una maggiore probabilità di incorrere in un grave evento come l'infarto o l'ictus.
E' stato dimostrato inoltre che la condizione di S.M. predispone l'individuo all'insorgenza anche di diverse forme tumorali come il cancro della mammella, della prostata, dell'ovaio, del pancreas, del fegato, del rene e persino del cervello.
Nelle situazioni più gravi la S.M. è associata anche a impotenza sessuale nell'uomo, all'ovaio policistico nella donna e, più in generale, ad un maggior rischio di mortalità per tutte le cause.
La diagnosi di S.M. rappresenta pertanto una valutazione clinica importante dello stato di salute complessivo del paziente.

VALUTAZIONE DI SINDROME METABOLICA: PERCHE' ALMENO 3 PARAMETRI ALTERATI
Nel 2001 il National Cholesterol Educational Program (NCEP) ha fissato i valori-soglia sperimentali per ogni parametro al fine di stabilire, in modo univoco, quando un soggetto possa essere considerato o meno affetto da S.M.



Da notare che i valori-soglia adottati sono più restrittivi della norma. Verrebbe da chiedersi se in questo non vi sia del sottile sadismo da parte delle autorità sanitarie. Ovviamente no, esiste una motivazione medica per tale "intransigenza".

La maggior rigidità nella valutazione dei 5 indicatori della S.M. trova giustificazione nell'effetto sinergico negativo prodotto dalla coesistenza di 3 o piu valori metabolici fuori soglia.
Tale "potenziamento reciproco" è comprensibile anche intuitivamente: un diabete in presenza di ipertensione e ipercolesterolemia è chiaramente ben più grave di un diabete semplice, stesso dicasi per un'ipertensione in presenza di obesita' addominale e ipelipidemia rispetto ad una ipertensione non aggravata da altre patologie croniche. Per tale ragione il valore-soglia di ogni singolo parametro clinico, quando affiancato agli altri in un quadro d'insieme, è più basso e restrittivo rispetto a quello necessario per la diagnosi della singola patologia corrispondente (es. glicemia valore-soglia per S.M. 100 mg/dl anzichè 110 mg/dl per la valutazione del solo diabete).

In sintesi i valori più bassi adottati hanno l'intento di compensare l'effetto di rafforzamento reciproco che 3 o più parametri fuori range concomitanti esercitano sul rischio di mortalità generale del soggetto.

PERCHE' VALUTARE LA CIRCONFERENZA VITA
Una considerazione a parte merita il dato della CIRCONFERENZA VITA.
Questo valore è direttamente correlato al metabolismo lipidico generale (trigliceridi e colesterolo) ed è l'espressione della presenza o meno di OBESITA' ADDOMINALE, obesità quanto mai deleteria perchè costituita da grasso viscerale profondo responsabile della produzione di ormoni e metaboliti estremamente dannosi per la salute.

Come vedremo tra poco il grasso viscerale è il vero architetto che coordina i vari aspetti della S.M. (la dislipidemia, l'ipertensione e il diabete) in un unico quadro clinico .

Visivamente la presenza di grasso addominale è valutabile dalla classica "forma a mela" nell'uomo e "a pera" nella donna:


IL RUOLO DEL GRASSO VISCERALE
Per grasso "viscerale" si intende l'accumulo adiposo profondo che risiede nell'addome sotto la fascia muscolare, integrato tra le anse e gli organi intestinali.

Oltre a svolgere una funzione di "serbatoio energetico", questo tessuto si è rivelato essere una vera e propria fonte di ormoni a carattere infiammatorio.
Fisiologicamente quando gli adipociti (le cellule adipose) del grasso viscerale muoiono vengono richiamate in loco altre cellule, i macrofagi, deputate alla "digestione" ed all'eliminazione dei residui lipidici. Tale digestione avviene con liberazione di sostanze infiammatorie (dette "adipochine"), principalmente la IL-6 (interleuchina 6) e il TNFα (fattore di necrosi tumorale alfa) oltre ad altri metaboliti sempre con proprietà infiammatorie.
Nei soggetti obesi l'estensione e la massa del tessuto adiposo viscerale è tale che la produzione di adipochine infiammatorie è molto superiore rispetto ai soggetti magri ed è in grado di generare una condizione di infiammazione cronica sistemica che nel tempo sottopone l'intero organismo a stress ossidativo. La presenza di grasso viscerale in elevata quantità pone pertanto le condizioni perchè si sviluppi la S.M. :

  • Nel caso dell'IPERTENSIONE e delle varie forme TUMORALI, citate ad inizio articolo, il danno ossidativo è il probabile agente eziologico che ne causa l'aumentata incidenza: i radicali liberi prodotti con l'infiammazione cronica attaccano le pareti dei vasi rendendole più rigide (con l'aumento della resistenza capillare periferica aumenta anche la pressione arteriosa), sempre i radicali liberi hanno potere mutageno sul DNA e rendono conto dell'aumentato rischio tumorale.
  • Nel caso del DIABETE invece l'alta concentrazione in circolo di acidi grassi liberi fa sì che questi nutrienti si mettano "in concorrenza" con il glucosio per l'entrata nelle cellule, in particolare in quelle muscolari. Lo zucchero, non potendo essere assorbito, rimane in circolo con un aumento della glicemia (diabete) in risposta alla quale il pancreas tenta di reagire rilasciando ulteriore insulina (resistenza insulinica)
  • ICTUS e INFARTO, dal canto loro, sono la conseguenza del deposito di placche aterosclerotiche all'interno delle arterie, deposito favorito dall'abbondanza di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

CONSIGLI
Di fatto la S.M. è l'espressione più evidente dell'errato stile di vita e alimentare tipici dell'età moderna.
La parola chiave quindi per evitare la S.M. è una sola: PREVENZIONE.

Cambiare lo stile di vita è la terapia principale.

Occorre agire parallelamente in due direzioni: comportamentali e alimentari:
  1. Aumentare il movimento e l'attività fisica quotidiana mediante piccoli accorgimenti (es. fare le scale evitando l'ascensore, fare qualche passo in più per andare a lavoro, limitare l'alimentazione nel pasto successivo ad un precedente stravizio). Il movimento abbassa il colesterolo cattivo LDL e aumenta quello buono HDL
  2. Eliminare fumo e evitare l'abuso di alcoolici (1 bicchiere di vino a pasto è invece salutare)
  3. Seguire un'alimentazione corretta rispettando una sana dieta mediterranea ricca di frutta e verdura, integrata a volte con carne e uova . Evitare quando possibile i grassi animali ricchi di trigliceridi saturi e colesterolo. La regressione della S.M. inizia a tavola.
  4. Non eccedere col sale e cibi molto saporiti.

La terapia farmacologica prevede il ricorso ai medicinali attivi su ogni singolo sintomo e comprende antiipertensivi, antidiabetici, medicinali contro ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.

VALUTAZIONE DEI DANNI PRODOTTI DALLA S.M.
La S.M. incide pesantemente sul sistema cardiovascolare.
Vanno pertanto controllati il cuore, le coronarie, le arterie carotidee. (ecografia carotidea, coronarografia, ecg da sforzo)
Diabete e ipertensione causano danni anche al rene (eseguire analisi di laboratorio: azotemia, creatinina, uricemia, elettroliti) e al fondo dell'occhio.

Grazie per la lettura.

Stefano 24/08/2019
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