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Le Cefalee

LE CEFALEE: sintomi, cause e terapie



Tutti noi sappiamo dare un significato abbastanza preciso al termine "mal di testa", chi infatti non ha mai provato questo disturbo nell' arco della sua vita?

La "cefalea" , termine medico che identifica il disturbo anzi detto, è infatti una tra le esperienze più comuni nella popolazione umana a tutte le latitudini. Lo stress quotidiano, una febbre improvvisa, un digiuno forzato, un viaggio faticoso e mille altre cause possono originare "mal di testa" senza per questo che il soggetto colpito possa definirsi "cefalalgico" cronico.

Accanto a queste cefalee "occasionali" esistono forme ricorrenti della patologia che assumono un carattere ben più serio sia in termini di intensità dolorosa che di frequenza episodica.
Una cefalea si definisce "cronica" se presente per almeno 14-15 giorni la mese nell'arco degli ultimi 3 mesi. Si comprende, da questa definizione, la gravità del disturbo nei soggetti cronici, disturbo che la stessa OMS pone al 6° posto nella classifica delle cause di invalidità.

La cefalea può essere un sintomo secondario di un'altra patologia o rappresentare essa stessa la patologia. Nel primo caso si parla di cefalee SECONDARIE, nel secondo di cefalee PRIMARIE che poi in realtà sono le più comuni e sono l'oggetto di questo breve articolo.

All'interno della grande famiglia delle cefalee "primarie" esistono vari sottotipi che si distinguono tra loro per localizzazione e intensità del dolore, per la durata dello stesso o per la frequenza con cui si ripresenta.

In alcuni casi il dolore è preceduto da sintomi di natura neurologica, detti "di accompagnamento", che durano circa 15-20 minuti e si manifestano spesso come disturbi visivi quali  visione di lampi, macchie luminose o scure, zig-zag o greche luminose,  visione offuscata, assenza di visione in una metà del campo visivo.
Accanto a questi segni VISIVI si possono manifestare anche disturbi SENSITIVI come formicolio a un braccio o a metà del volto e disturbi della parola.
Questi sintomi di accompagnamento sono definiti AURA e solitamente precedono l'esplosione del dolore cefalalgico vero e proprio.

Le cefalee primarie sono usualmente classificate in 3 sottotipi principali come riassunto nelle figure seguenti (cliccare per ingrandire):










Queste sono le caratteristiche principali delle più diffuse forme di cefalea. Tuttavia adottare un'eccessiva schematizzazione del problema può essere riduttivo data l'esistenza frequente di forme MISTE di mal di testa con sintomi comuni tra le varie tipologie (es: cefalea tensiva che origina cervicalmente ma che poi non si estende a "casco" su tutta la regione frontale bensì si localizza  da un solo lato del cranio interessando l'area temporale e occipitale mimando così un''emicrania).

Un elemento fortemente distintivo tra cefalea tensiva, emicrania e cefalea a grappolo è il ruolo che ha il MOVIMENTO: nella cefalea tensiva il movimento moderato, come il camminare, non peggiora i sintomi anzi a volte li migliora (es: riduzione del senso di nausea), nell'emicrania si impone l'assoluta immobilità in quanto il minimo movimento aggrava il dolore, nella cefalea a grappolo il paziente invece è fortemente agitato fino a battere la testa al muro o sferrare pugni per scaricare la tensione.

La cefalea a grappolo a volte può essere confusa col l'infiammazione del nervo trigemino. Quest' ultima ha come elementi distintivi le scosse sequenziali date dal nervo, assenti nella cefalea a grappolo, e soprattutto l'area interessata dal dolore è principalmente la zona mandibolare sotto-zigomale e non oculare. I sintomi di accompagnamento della cefaea a grappolo, come la palpebra abbassata e la secrezione nasale, sono assenti.


Esistono FATTORI SCATENANTI la cefalea?

Si.
Si è visto che il fumo e alcuni cibi come caffè, alcooloci, vino rosso, cioccolato e formaggi stagionati favoriscono l'emicrania nei soggetii predisposti, così come anche il digiuno o l'eccesso alimentare
.
Una variazione dei normali ritmi quotidiani come la privazione del sonno o, all'opposto, un riposo troppo prolungato possono causare attacchi cefalalgici (es: cefaela del "fine settimana" o "feriale") così come anche il cambio del tempo metereologico (es: giornate ventose) o il flusso mestruale nelle donne.

Per generalizzare si può dire che è il cervello "emicranico" che si adatta male ad ogni forma di variazione e reagisce dando luogo all'attacco cefalalgico.


Quali TERAPIE esistono per comattere le cefalee primarie?


Iniziamo col dire che non esistono terapie per una cura definitiva delle cefalee primarie.
In generale abbiamo:
  • FARMACI PER L'ATTACCO ACUTO:
I più noti sono i FANS ( i comuni analgesici antiinfiammatori ) più adatti contro la cefalea tensiva e l'emicrania ma poco utili nella cefalea a grappolo. Controindicati in pazienti allergici o con problemi pregressi di ulcera o in trattamento con anticoagulanti.

I TRIPTANI sono invece, per specificità e rapidità d'azione, i farmaci di elezione per l'emicrania e la cefalea a grappolo [ sumatriptan (Imigran), zolmitriptan (Zomig), rizatriptan (Maxalt, Rizaliv), almotriptan (Almogran, Almotrex), frovatriptan (Auradol, Rilamig), eletriptan (Relpax) ], sono controindicati nei soggetti fortemente ipertesi o con storia ischemica cerebrale/cardiaca precedente.
  • FARMACI PREVENTIVI:
Hanno un valore profilattico. Si assumono cronicamente per lunghi periodi al fine di ridurre la frequenza e l'intensità degli attacchi dolorosi. Essendo classi di farmaci diversi tra loro alcuni trovano indicazione in una particolare forma di cefalea piuttosto che in un'altra. In tal senso la diagnosi clinica dello specialista, che deve saper tenere presente anche le altre patologie eventualmente coesistenti nel paziente,  risulta determinante per la scelta più appropriata.
Nell'emicrania possono essere utili alcuni beta-bloccanti (propanololo [inderal] e metoprololo), il topiramato (topamax: farmaco antiepilettico), l'amitriptilina (antidepressivo triciclico), l'acido valproico (depakin: anticonvulsivante)


QUANDO è bene prendere il farmaco?


Senza esagerare troppo nell'anticipare l'attacco cefalalgico, cosa che avviene frequentemente quando il paziente avverte i sintomi predittivi (es: aura nell'emicrania o fastidio cervicale nella cefalea tensiva), è decisiva l'assunzione precoce del farmaco, specie nel caso dei triptani, per evitare che il dolore raggiunga valori troppo elevati tale da non poter essere controllati efficacemente.

Grazie per la lettura.

Stefano.
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