Tiocolchicoside avvertenze - Farmamente

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Tiocolchicoside avvertenze


La Tiocolchicoside, principio attivo presente in Italia in diversi preparati farmaceutici, fa parlare di se. La specialità medicinale più nota che la contiene è il MUSCORIL® ma la lista dei nomi commerciali è be più lunga:
  • DECONTRIL®
  • MIOTENS®
  • MUSCOFLEX®
  • TIOSIDE®
  • SCIOMIR®
  • STRIALISIN®
  • MIOREXIL®
  • TERASIDE®
  • e GENERICI....

L'allerta nasce dai risultati di studi preclinici che attestano la  capacità mutagena della Tiocolchicoside. A comunicarlo è l'autorità governativa stessa dell'AIFA (Agenzia Italiana FArmaco).

Le ricerche dimostrerebbero come "uno dei metaboliti della Tiocolchicoside induca aneuploidia (aberrazione cromosomica caratterizzata dalla presenza di un numero di cromosomi maggiore o minore rispetto al normale) a concentrazioni vicine a quelle riscontrate  nell'uomo dopo assunzione della dose orale massima raccomandata di 8 mg due volte al giorno". L'aneuploidia sarebbe fattore di rischio "per teratogenicità, embrio-fetotossicità/aborto spontaneo, ridotta fertilità maschile e un potenziale fattore di rischio per il cancro. Il rischio aumenta con l'esposizione prolungata".

Aifa ribadisce dunque che "l'uso di Tiocolchicoside è controindicato, e pertanto, non deve essere prescritto a donne in gravidanza o in allattamento, e a donne potenzialmente fertili, a meno che adottino metodi contraccettivi efficaci". Le donne potenzialmente fertili devono invece essere "allertate della necessità di una contraccezione efficace  durante l'assunzione del medicinale, così da evitare una gravidanza e  qualsiasi conseguente rischio per il feto".

L'AIFA ricorda le indicazioni, regimi terapeutici, avvertenze e controindicazioni dei farmaci contenti questa molecola: " l'uso di Tiocolchicoside per via sistemica è limitato al trattamento  adiuvante a breve termine di contratture muscolari dolorose nelle  patologie acute della colonna vertebrale negli adulti e negli  adolescenti dai 16 anni in poi", e che "le dosi massime giornaliere e la  durata del trattamento raccomandate devono essere rispettate, ovvero 16  mg al giorno fino a 7 giorni per l'uso orale e 8 mg al giorno per un  massimo di 5 giorni per via intramuscolare".

Concludo sottolineando che questi farmaci, sebbene rimangano in commercio, vanno assolutamente sconsigliati nelle donne già in gravidanza o in età fertile che non usano metodi contraccettivi.

Stefano 18/03/2019
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