Vaccinazione Influenzale - Farmamente

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Vaccinazione Influenzale


LA VACCINAZIONE INFLUENZALE

L'influenza  che verrà causerà in Italia un'epidemia di "intensità media", queste le  previsioni degli esperti. Si presume che la nuova epidemia 2018/19  costrigerà a letto circa 5 milioni di italiani ai quali se ne sommeranno  "almeno altrettanti colpiti da sindromi parainfluenzali".

Si può parlare di "vera influenza" solo se ci sono tre condizioni presenti contemporaneamente: febbre elevata (più alta di 38 gradi) a insorgenza brusca; sintomi sistemici come dolori muscolari-articolari; sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione-secrezione nasale o mal di gola.
In tutti gli altri casi si parla di "infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali".

Il vaccino antinfluenzale è un salvavita per le persone fragili, ovvero per tutti gli anziani sopra i 65 anni e i malati cronici, principalmente cardiopatici, nefropatici e soggetti affetti da malattie respiratorie croniche come asma e BPCO (broco-pneumopatia cronica ostruttiva).

E'  consigliabile anche per tutte quelle situazioni in cui c'è una ridotta  funzionalità del sistema immunitario come nel caso dei bambini sopra i 6 mesi di età, delle persone convalescenti dopo prolungati periodi di malattia o dei soggetti  immunodepressi a seguito di terapie farmacologiche (es. chemioterapia, farmaci per artrite reumatoide, morbo di Crohn e altre patologie autoimmuni, cortisonici assunti per lughi periodi di tempo). In queste situazioni è bene che si vaccinino anche i familiari sani per impedire che facciano da veicolo infettivo.

Per il ruolo professionale svolto è opportuno che si vaccinino anche gli operatori sanitari che sono a stretto contatto con pazienti a alto rischio di acquisizione/trasmissione dell’infezione influenzale.

Si ricorda, inoltre, l’importanza della vaccinazione per le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.  L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ritiene, infatti, le donne  in gravidanza come il più importante dei gruppi a rischio per se stesse  e per il feto.

E' necessario che si vaccinino anche i bambini e gli adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico ( Aspirina®) per malattie reumatiche. Questo per l'aumentato rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.

La campagna vaccinale abbraccerà l’intera stagione autunnale, da ottobre a dicembre. La protezione inizia dopo circa due settimane dalla somministrazione, e perdura per sei-otto mesi. Essa va rinnovata ogni anno  perché, oltre a declinare nel tempo, possono anche cambiare i ceppi dei  virus in circolazione per le naturali mutazioni a cui va incontro il  virus nei passaggi da persona a persona.

Basta  uno starnuto, un colpo di tosse o un contatto con chi abbia le mani  contaminate dalle secrezioni respiratorie per avviare il contagio. È  improntante evitare di toccarsi occhi, naso o bocca per non trasmettere al proprio corpo il virus dopo essere entrati in contatto con una persona malata.
Tra le misure misure di protezione personale non farmacologiche vi è il regolare ricorso al lavaggio delle mani per almeno 40-60 secondi ogni volta. È bene anche coprire sempre con la mano la bocca e il naso quando si starnutisce o tossisce, utilizzare fazzoletti monouso da smaltire correttamente, lavandosi le mani subito dopo.
Per evitare il contatto stretto con le persone ammalate è utile evitare posti affollati.

Il vaccino antinfluenzale non deve essere somministrato ai lattanti al di sotto dei sei mesi e a chi abbia manifestato una reazione allergica grave (anafilassi)  dopo la somministrazione di una precedente dose o a un componente del  vaccino. Altre controindicazioni temporanee segnalate dal Ministero  includono la presenza di una malattia acuta in atto, con o senza febbre, nel qual caso la vaccinazione va rimandata a guarigione avvenuta.

In  caso di somministrazione simultanea di più vaccini, il vaccino  antinfluenzale non interferisce con la risposta immune prodotta dagli  altri vaccini.

Gli effetti collaterali comuni dopo somministrazione del vaccino antinfluenzale consistono in reazioni locali, quali dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione e reazioni sistemiche comuni quali malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di uno-due giorni. La circolare ministeriale ricorda anche eventi avversi rari quali nevralgie, parestesie, disordini neurologici e reazioni allergiche.

E' bene sottolineare che il vacciono NON protegge da tutte le forme influenzali e a volte non evita completamente la malattia, ma ne attenua i sintomi e il rischio di complicanze.

Questo accade perchè la composizione del vaccino per la stagione invernale in arrivo si basa sui ceppi virali dell'inverno precedente.
Quest'anno  la composizione del preparato per la stagione vaccinale 2018/2019 è  stata stabilita dall’OMS nel febbraio 2018 sulla base delle  caratteristiche dei virus circolati nella stagione influenzale  2017/2018. Accade tuttavia, com'è naturale immaginare, che nel frattempo  l'epidemia influenzale abbia continuato ad avanzare e che, passando da  persona a persona, il virus sia andato incontro a piccole mutazioni che  lo rendono leggermente diverso da quello analizzato dall'OMS nell'ultima  rilevazione dell'anno precedente.

In aggiunta molto spesso i  virus "parainfluenzali", verso cui il vaccino è inefficacie, vengono  scambiati per quello influenzale.

L'OMS,  in base ai dati mondiali di sorveglianza virologica, ha stabilito che i  vaccini per la stagione influenzale 2018/19 debbano contenere 3 ceppi  virali (vaccini trivalenti) o 4 ceppi virali (vaccini tetravalenti). Com'è prevedibile il vaccino teravalente offre una copertura migliore del trivalente  ed è più indicato per quei soggetti fortemente a rischio o che si  proteggono per la prima volta dopo anni di mancata vaccinazione.

I vaccini in uso in Italia sono di diversi tipi:

  • a virus intero inattivato con formalina
  • a split virus (virus che dopo l'inattivazione vengono "spezzettati")
  • a subunità (contiene solo gli elementi superficiali del virus, ossia gli antigeni di membrana)
  • adiuvato (antigeni virali combinati con MF59, una sostanza che ne aumenta l'efficacia immunitaria. L’adiuvante MF59 è un’emulsione olio-in-acqua composta da squalene come fase oleosa, )

Esiste poi il vaccino LAIV quadrivalente  preparato con virus vivi attenuati e autorizzato per l’uso in persone  di età compresa tra 2 e 59 anni. Si tratta di un vaccino da usare per via nasale ancora non disponibile in Italia.


Grazie per la lettura.


Stefano 01/10/2018
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